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Pressioni sui titoli del lusso con nuovo lockdown in Cina, Moncler in calo

Giù anche i giganti francesi Lvmh, Hermes e Kering. A Chengdu restrizioni a partire da giovedì sera, confinando circa 21 milioni di abitanti

di Stefania Arcudi

(IMAGOECONOMICA)

2' di lettura

(Il Sole 24 Ore Radiocor) - Titoli del lusso europei sotto pressione, sulla scia della notizia che la città cinese di Chengdu sarà sottoposta a un nuovo lockdown a partire da giovedì sera, confinando circa 21 milioni di abitanti. Così, mentre a Milano il FTSE MIB è in calo, Moncler è tra le peggiori con un ribasso anche oltre due punti, ma non va meglio agli altri colossi del settore in Italia (Brunello Cucinelli, Aeffe) e all'estero (Kering, Lvmh ed Hermes perdono oltre due punti a Parigi e Burberry quasi tre a Londra). Dopo la fine del lockdown più esteso che ha colpito la Cina tra marzo e maggio, a partire da giugno sono state introdotte restrizioni localizzate.

«Finché il governo manterrà la propria politica di Zero-Covid (plausibilmente almeno fino al Congresso del partito in ottobre), il ritorno alla vita normale in Cina non sarà lineare ma probabilmente soggetto a stop and go», sottolineano gli analisti di Equita, che comunque ricordano che «come emerso dai commenti delle società del settore, l'appetito del consumatore cinese per i beni di lusso rimane alto e si è visto un netto miglioramento dei trend di spesa da giugno (con ritorno a crescita anno su anno in alcuni casi), nonostante le continue restrizioni e l'indebolimento del quadro macroeconomico». Detto questo, anche se «l'impatto del Covid in Cina è visto come di breve termine», le ricadute sul comparto non sono ancora superate: «Pensiamo che, una volta normalizzata la gestione del virus (nuovo vaccino mRNA in via di approvazione), l'esposizione del settore a questo mercato (circa 25% del fatturato) possa tornare a essere di supporto, auspicabilmente dal 2023, rispetto alle prospettive di rallentamento macro negli Stati Uniti e soprattutto in Europa», sottolinea ancora Equita.

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