Piano operativo Gdf

Prestazioni sociali sotto verifica anti frode a partire dai codici fiscali

Analisi investigativa della Guardia di finanza sui dati degli Isee a caccia delle indebite fruizioni

di Ivan Cimmarusti

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2' di lettura

L’indebita fruizione delle prestazioni sociali agevolate e non agevolate finisce al centro degli accertamenti della Guardia di finanza. Il Comando generale ha varato un apposito piano operativo per arginare il rischio frodi sulle misure destinate a sostenere i soggetti in stato di povertà.

Un anno pieno di controlli

Il 2022, dunque, si annuncia una stagione di controlli serrati. Parallelamente alle verifiche sul territorio, le Fiamme gialle possono svolgere accertamenti analizzando direttamente Isee (Indicatore della situazione economica equivalente) e Dsu (Dichiarazione sostitutiva unica) riportati nelle banche dati. In particolare, hanno diretto accesso al Casellario dell’assistenza e alla banca dati Isee.

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La prima costituisce l’anagrafe generale delle posizioni assistenziali e comprende sia le prestazioni agevolate condizionate all’Isee sia le prestazioni sociali non condizionate all’Isee. Con la seconda banca dati, invece, gli investigatori possono svolgere controlli mirati a partire dai codici fiscali dei vari destinatari delle misure. In questo senso sono consultabili le informazioni relative alle Dsu, anche se scadute, rettificate o integrate.

Già segnalate 11mila posizioni

Risultati investigativi sono stati già raggiunti. Basti considerare che con l’accertamento “Cittadinanza fantasma” del 2021, le Fiamme gialle hanno segnalato 11mila posizioni a 13 comandi provinciali.
Attraverso l’analisi delle banche dati sono stati evidenziati indici di rischio di «sistemi» di frode da parte di soggetti di nazionalità straniera e non residenti in Italia, che riuscivano a intascare le sovvenzioni delle prestazioni sociali. Un meccanismo reso possibile dal ruolo di alcuni intermediari dei Caf, che riuscivano a falsificare le documentazioni.

I risultati del 2020

A ciò si aggiungano i risultati ottenuti nel 2020: in materia di spesa previdenziale e assistenziale sono stati eseguiti complessivamente 23.282 controlli, che hanno consentito di accertare l’indebita corresponsione e richiesta di prestazioni non spettanti per circa 93 milioni di euro, 28 milioni dei quali relativi a spese previdenziali come assegni sociali, invalidità civile e altre.

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