ServizioContenuto basato su fatti, osservati e verificati dal reporter in modo diretto o riportati da fonti verificate e attendibili.Scopri di piùBollettino Abi

Mutui e prestiti, a dicembre i tassi medi sfondano il 3%

La fotografia arriva come ogni mese dal bollettino dell'Abi, il quale attesta la dinamica a un paio di settimane della prossima decisione della Banca centrale europea sui tassi

di Laura Serafini

A novembre tassi dei mutui ai massimi da oltre 8 anni

2' di lettura

I tassi di interesse dei prestiti alle imprese e quelli sui mutui hanno sfondato la soglia del 3 per cento. La fotografia arriva come ogni mese dal bollettino dell'Abi, il quale attesta la dinamica a un paio di settimane della prossima decisione della Banca centrale europea, che nelle scorse settimane aveva messo le mani avanti prospettando un altro rialzo dello 0,5 per cento. L'effetto sull'economia della galoppata al rialzo delle Autorità di politica monetaria è già ben visibile sull'economia italiana.

Il tasso sui presiti alle imprese sale al 3,44%

Nel mese di dicembre il tasso medio sul totale dei prestiti è salito al 3,22%, contro il 2,96 per cento del mese precedente. L'incremento è ancora più evidente se si prendono a riferimento i prestiti alle imprese: il tasso medio, il mese scorso, si è attestato al 3,44%, contro un livello del 2,96 per cento di novembre. Per quanto riguarda i mutui sulla prima casa l'incremento rispetto a novembre è meno marcato: si passa dal 3,06 al 3,09 per cento.

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Rallenta la crescita dei finanziamenti

Nonostante l'aumento del costo del denaro, la dinamica dei finanziamenti dimostra che la domanda dei prestiti è ancora significativa anche se in flessione rispetto al mese precedente. A dicembre 2022, i prestiti a imprese e famiglie sono aumentati del 2,1% rispetto a un anno fa. «Tale evidenza emerge dalle stime basate sui dati pubblicati dalla Banca d'Italia, relativi ai finanziamenti a imprese e famiglie», spiega la nota dell'Abi. Soltanto un mese prima, a novembre 2022, i prestiti alle imprese avevano registrato un aumento del 2,8% su base annua. L’aumento era stato del 3,8% per i prestiti alle famiglie.

Le sofferenze nette sotto controllo a quota 16,3 miliardi

Il bollettino Abi monitora come sempre l'andamento dei crediti deteriorati. Le sofferenze nette, cioè al netto delle svalutazioni e accantonamenti già effettuati dalle banche con proprie risorse, a novembre 2022 erano ancora su livelli molto bassi: 16,3 miliardi di euro, in lieve calo (circa 350 milioni) rispetto al mese precedente (-2,1%) e inferiori di circa 1,3 miliardi rispetto a novembre 2021. Rispetto al livello massimo delle sofferenze nette, raggiunto a novembre 2015 (88,8 miliardi) il calo è di 72,6 miliardi.

Depositi imprese in calo di 33 miliardi tra luglio e novembre

Uno sguardo infine al livello dei depositi. A dicembre sono scesi di 24,1 miliardi di euro rispetto a un anno prima (variazione pari a -1,3% su base annuale). La riduzione, secondo il bollettino, «è imputabile prevalentemente alle imprese (-33,4 miliardi di euro tra luglio e novembre 2022), mentre per la raccolta indiretta, cioè agli investimenti in titoli custoditi presso le banche (sia in gestione sia detenuti direttamente della clientela) si rileva un incremento, ben maggiore, di circa 82 miliardi tra luglio e novembre 2022, di cui 56,7 miliardi riconducibili alle famiglie, 7 alle imprese e il restante agli altri settori (imprese finanziarie, assicurazioni, pubblica amministrazione)».

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