PREVIDENZA

Presto nuovi aiuti in arrivo dalla Cassa dei consulenti del lavoro

I ministeri vigilanti hanno dato il nullaosta per l’utilizzo di nuove risorse in aiuto degli iscritti messi in difficoltà dalla crisi pandemica

di Federica Micardi

(kentoh - stock.adobe.com)

2' di lettura

La Cassa di previdenza dei consulenti del lavoro (Enpacl) potrà mettere in campo nuove risorse a sostegno dei propri iscritti messi in difficoltà dall’emergenza sanitaria. L’Ente nazionale di previdenza ha infatti ottenuto il nullaosta dei ministeri vigilanti per impiegare ulteriori risorse economiche in favore dei consulenti del lavoro, per sostenerli con misure assistenziali straordinarie durante l'attuale emergenza sanitaria ed economica.
L'Ente ha provveduto a liquidare immediatamente oltre un milione di euro di provvidenze
agli iscritti che sono stati costretti a trascurare temporaneamente il proprio studio
professionale a causa di quarantena o ricovero per contagio da Covid-19. Dal primo lockdown (marzo 2020), Enpacl ha erogato circa 6 milioni di provvidenza a oltre 1.700 consulenti; ricordiamo che il totale degli iscritti sono (a fine 2020) 25.240 (di cui 11.098 pensionati).

Gli aiuti Enpacl

Le erogazioni in denaro sono una forma di sostegno che si va ad aggiungere ad altri interventi messi in campo per fronteggiare la pandemi, tra queste ricordiamo la sospensione del versamento dei contributi obbligatori, convenzioni per facilitare l’accesso al credito, coperture assicurative ad hoc.

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L’ente ha inoltre riconosciuto una maggiorazione - per un esborso pari a 12,7 milioni di euro - al reddito di ultima istanza erogato a 10.600 consulenti dallo Stato (in totale 23 milioni di euro) e anticipato dall’ente stesso.

L’esonero parziale dei contributi

In tema di aiuti ai professionisti Enpacl ricorda che dal 15 settembre e fino al 31 ottobre sarà possibile inviare all’ente (www.enpacl.it) le domando per il parziale esonero contributivo (fino a un massimo di 3mila euro) riconosciuto ai professionisti che hanno subito un calo del fatturato o dei corrispettivi nell'anno 2020 non inferiore al 33% rispetto a quelli dell'anno 2019 e che hanno conseguito nell'anno d'imposta 2019 un reddito professionale non superiore a 50.000 euro.

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