In Basilicata

Prevale ancora il timore di perdere la governance

di Luigia Ierace

2' di lettura

Pmi e Borsa: due mondi distanti, ancor più in Basilicata dove esiste un tessuto di piccole e medie industrie per le quali la quotazione in Borsa rappresenta un percorso tutto da costruire e che, nella gran parte dei casi, non interessa o non si hanno tutti i requisiti necessari per intraprenderlo.
«Una mancanza di stimoli nel guardare al mercato di Borsa, che è insito nel Dna delle piccole e medie industrie – sottolinea il lucano Lorenzo Pagliuca,vice presidente nazionale Pmi di Confindustria con delega al fisco per la crescita –. È un limite culturale che non assorbe solo le regioni del Sud, ma ha carattere generale e nazionale. Non ha confini, insomma, ma riguarda indistintamente tutte le Pmi e non ha neppure una declinazione settoriale». È un problema culturale e il primo dato evidente è che nella maggior parte dei casi la proprietà coincide con la governance. Vige una cultura per cui gli investimenti si fanno col debito, sia esso contratto in banca o attraverso l’emissione di titoli obbligazionari come i minibond. La compagine sociale non è disposta a rinunciare a una quota di proprietà.
Per superare questi limiti è nato il percorso formativo Elite, un Programma di Borsa italiana creato in collaborazione con Confindustria. In Basilicata vi sono aziende che hanno aderito a Elite ma nessuna di loro ha completato il percorso con la quotazione in borsa. La Bawer spa, fondata da Pasquale Lorusso i primi anni del 2000 a Matera, realizza prodotti in acciaio ad alto contenuto di tecnologia e di innovazione, destinati ai mercati dell’automotive, del medicale e del museale. Circa 150 dipendenti, età media 35 anni, negli ultimi due anni ha conseguito ricavi medi per circa 21 milioni di euro. «Abbiano intrapreso – sottolinea Antonio Manfredi direttore amministrativo - il percorso Elite nel 2017 e questo ci ha fatto capire quali sono i meccanismi da implementare per arrivare alla quotazione in borsa. Innanzitutto per raggiungere tale obiettivo, bisognava strutturare l'azienda. Abbiamo ridisegnato il management aziendale, attivato il controllo di gestione, certificato il bilancio». La pandemia ha sospeso il processo, che la Bawer però, conta di portare avanti per arrivare in un paio di anni alla quotazione in borsa. Continua il percorso in Elite anche la Stm di Tito (Potenza), nata nel 1978 come “Officine Zirpoli” da un'idea di Antonio Zirpoli, che si occupa di progettazione e realizzazione di nastri trasportatori per il settore minerario. «È un investimento per affrontare con più consapevolezza la crescita aziendale – sottolinea Anselmo Zirpoli, responsabile commerciale – che continueremo a seguire, anche se non abbiamo pensato né pensiamo al momento alla quotazione in borsa».

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