energia

Prevenzione, piano dell’Enel per l’Abruzzo

di Laura Serafini

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(Ansa)


3' di lettura

Enel raddoppia in Abruzzo. Dopo la nevicata eccezionale di gennaio che ha messo in ginocchio le regioni centrali del paese - mandando in tilt 3mila chilometri della rete di distribuzione, con 210 linee di bassa tensione fuori uso - la società guidata da Francesco Starace sta lavorando con le autorità locali per rafforzare il sistema di prevenzione. Sia intensificando gli investimenti sulla rete, sia ragionando su forme di maggiore coordinamento tra autorità locali e con le autorità locali per evitare che in futuro un evento climatico eccezionale metta in grave difficoltà tutto il sistema.

Enel da parte sua si è già attivata per fare di più. In occasione di un incontro che si è tenuto a Pescara con il presidente della regione Abruzzo, Luciano D’Alfonso, i presidenti delle province, il presidente di Anci della regione e i rappresentanti delle realtà economiche e produttive del territorio, la società ha messo nero su bianco l’incremento degli investimenti annui dedicati alla manutenzione e al rafforzamento delle rete di distribuzione.

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«Enel ha un piano nazionale per la rete, che in media prevede investimenti superiori al miliardo di euro per la manutenzione a livello nazionale - spiega Carlo Tamburi, direttore Country Italia -. Per l’Abruzzo sinora abbiamo investito in media 40-45 milioni all’anno; da quest’anno saliranno a 55-65 milioni. Una parte dei fondi è già stata utilizzata dalla fine dell’emergenza, per posare 350 nuovi sostegni e 35 chilometri di nuovi cavi aerei istallati». L’intervento sulla rete segue tre direttrici: un incremento dei nodi telecontrollati, con una disposizione più articolata che consenta di riallacciare in via remota la fornitura deviando il collegamento su altre linee della rete. La realizzazione di una magliatura più stretta, in modo tale che ogni punto alimentato abbia vari accessi alternativi di alimentazione. E la sostituzione di cavi e manicotti in rame con cavi isolati, meno esposti agli eventi esterni e più resistenti.

«La risposta della società nel momento dell’emergenza è stata massiccia - continua Tamburi -. Sono state dispiegate 1.600 risorse sul territorio, 500 mezzi di trasporto, anche imbarcati via nave, oltre mille gruppi elettrogeni portati in Abruzzo». Peccato che in più di un’occasione si siano dovute attendere intere giornate per riuscire a portare il gruppo elettrogeno dove necessitava, perchè le strade non erano libere dalla neve o consentivano solo il passaggio di autovetture e non di camion. Senza contare il fatto che i gruppi dovevano essere riforniti quattro volte al giorno.

«Intendiamo fare ancora di più - continua il manager -. Abbiamo portato anche camper sul territorio per agevolare i clienti ad accedere alla richiesta per i rimborsi extra disposti da Enel».

Attualmente sono previsti rimborsi automatici in bolletta, pagati attraverso un fondo predefinito (in parte alimentato da tariffe e da multe di tutti gli operatori di rete) come stabilito dall’Autorità per l’energia, che scattano quando i distacchi superano le 8 ore e hanno un ammontare massimo di 300 euro a utente. Enel ha deciso, però, di rimborsare i clienti oltre quel tetto e anche per danni collaterali subiti, ad esempio, da elettrodomestici o altro.

Sono circa 20 mila le richieste di rimborso sinora pervenute. Va detto, però, che la nuova delibera varata dall’Autorità per l’energia (dopo l’evento di gennaio) proprio a causa della maggiore frequenza degli eventi climatici eccezionali prevede, dal prossimo ottobre, che nei casi di interruzione superiori a 72 ore i rimborsi non siano più pagati dal fondo, direttamente dagli operatori di rete eliminando il tetto dei 300 euro.

Enel si sta inoltre confrontando con la regione e le quattro province interessate per interventi di sviluppo sostenibile sul territorio mirati a favorire la ripresa economica e dell’occupazione dei giovani nell’industria e nell’agricoltura.

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