ServizioContenuto basato su fatti, osservati e verificati dal reporter in modo diretto o riportati da fonti verificate e attendibili.Scopri di piùI dati Inps

Nel 2021 oltre 16 milioni di pensionati: i più ricchi al Nord e i più giovani nel Mezzogiorno

Dall’ultimo monitoraggio dell’Osservatorio Inps emerge che lo scorso anno l’Istituto guidato da Pasquale Tridico ha speso per trattamenti pensionistici 313 miliardi: l’1,7% in più rispetto al 2020. Complessivamente le prestazioni erogate dall’ente hanno raggiunto quota 22,7 milioni. Gli ultimi dati confermano il «gender gap pensionistico»: il 52% del totale dei pensionati è composto da donne, ma gli uomini percepiscono il 56% dei redditi pensionistici e l’importo medio degli assegni percepiti dalle pensionate è del 27% più basso di quello dei maschi

di Marco Rogari

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2' di lettura

Quasi 16,1 milioni di pensionati nel 2021, con una crescita del 3,6% sull’anno precedente, per una spesa complessiva di 313 miliardi. Che risulta lievitata dell’1,7% rispetto al 2020. A scattare la fotografia sull’universo dei trattamenti previdenziali erogati dall’Inps lo scorso anno è l’ultima rilevazione dell’Osservatorio sulle “Prestazioni pensionistiche e beneficiari del sistema pensionistico italiano” dello stesso Istituto guidato da Pasquale Tridico. Prestazioni che nel complesso hanno raggiunto quota 22,7 milioni (+0,2%). Il 52% del totale dei pensionati è composto da donne, ma gli uomini percepiscono il 56% dei redditi pensionistici: l’importo medio degli assegni percepiti dalle pensionate è del 27% più basso di quello dei titolari maschi (16.501 euro contro 22.598). Il 47% delle pensioni è concentrato nelle Regioni del Nord Italia, ma il Mezzogiorno detiene la quota maggiore dei beneficiari con età inferiore a 55 anni.

Nel 2021 spesa Inps su dell'1,7%

Al 31 dicembre scorso l’Inps erogava 22.758.797 prestazioni pensionistiche: +0,2% sul 2020. La spesa complessiva ha raggiunto i 313 miliardi con una crescita dell’1,7% rispetto al 2020 per un ammontare complessivo annuo di 313.003 milioni di euro (+1,7% rispetto al 2020). I titolari di prestazioni pensionistiche (16.098.748) sono aumentati del 3,6% rispetto all’anno precedente. E in media risultano in possesso di 1,4 pensioni a testa, anche di diverso tipo: il 68% percepisce una sola prestazione, mentre il 32% ne percepisce due o più. In particolare, il 24% dei beneficiari percepisce due prestazioni, il 75% tre e l’1% quattro o più.

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Sono 3,7 milioni i beneficiari di prestazioni assistenziali

Dal monitoraggio Inps emerge che il 78% delle pensioni è di tipo “IVS” (invalidità, vecchiaia, superstiti), mentre i trattamenti assistenziali (invalidità civili, assegni e pensioni sociali, pensioni di guerra) rappresentano il 19% del totale. La restante fetta del 3% è costituita dalle prestazioni di tipo indennitario, costituite dalle rendite Inail. Il gruppo più numeroso di pensionati è quello dei titolari di pensioni di vecchiaia: sono 11.263.961, di cui 3.131.469 (il 28%) sono anche titolari di trattamenti di altro tipo. I pensionati di invalidità previdenziale sono circa un milione, il 49% dei quali cumula pensioni di tipo diverso. I beneficiari di prestazioni assistenziali sono circa 3,7 milioni; il 50% è titolare anche di prestazioni diverse da quelle assistenziali: si tratta principalmente di beneficiari di indennità di accompagnamento che percepiscono anche pensioni di tipo previdenziale.

Il «gender gap pensionistico»

Le donne rappresentano la quota maggioritaria sul totale dei pensionati (il 52%), ma gli uomini assorbono il 56% del totale dei redditi pensionistici. L’importo medio degli assegni percepiti dalle pensionate è più basso del 27% di quello dei pensionati: 16.501 euro contro 22.598.

Al Nord il numero maggiore di pensioni ma al Sud i pensionati più «giovani»

Dall’analisi della distribuzione territoriale dei trattamenti condotta dall’Inps emerge che pensioni e pensionati si concentrano maggiormente nelle regioni settentrionali, con una percentuale del 47% in entrambi i casi. Anche gli importi medi dei trattamenti sono più elevati al Nord rispetto al resto dell’Italia: +7,2% rispetto alla media nazionale. Nel Mezzogiorno si trova invece il numero maggiore di beneficiari di trattamenti pensionistici con età inferiore ai 55 anni: il 45,8% nella fascia 40-54 anni, e, rispettivamente, il 44% e il 40,1% in quelle 15-39 e 0-14 anni.

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