Il Rapporto di «Itinerari previdenziali»

Previdenza, 470mila assegni in pagamento da 40 anni. Con il Covid meno pensioni per 1 miliardo

Il rapporto del Centro studi guidato da Alberto Brambilla evidenzia un “sempre più insostenibile” costo delle prestazioni assistenziali salito a fine 2020 a 144,7 miliardi, con una crescita del 62,6% rispetto al 2012. Nel dossier si sostiene che il sistema pensionistico regge, ma soffre gli effetti della pandemia con un peggioramento del rapporto attivi-pensionati, sceso a quota 1,4238. Sotto la lente il continuo ricorso a misure per facilitare i pensionamenti anticipati

di Marco Rogari

Pensioni, il tavolo riparte in salita: il contributivo per tutti divide

3' di lettura

Il sistema pensionistico regge ma patisce le ricadute della pandemia. Che nel 2020 ha provocato, per la prima volta in venti anni, un peggioramento del rapporto attivi/pensionati sceso a quota 1,4238. Anche se nello stesso anno il Covid ha prodotto una minor spesa di 1,11 miliardi per le casse dell'Inps dovuto “all'eccesso di mortalità” registrato. Che nel 96,3% dei casi ha interessato persone con età uguale o superiore ai 65 anni, per la quasi totalità pensionate (e mediamente in possesso di 1,17 trattamenti). A fotografare la situazione e l'andamento del pianeta-pensioni è il nono rapporto curato dal Centro studi e ricerche “Itinerari Previdenziali, presieduto da Albero Brambilla, che è stato presentato al Senato. Un rapporto che, tra l'altro, mette in evidenza il crescente peso della componente assistenziale del nostro Welfare, con una spesa, definita «insostenibile», di 144,7 miliardi, e conseguente impennata di 55,7 miliardi (+62,6%) rispetto a quella sostenuta nel 2012.

A fine 2020 spesa per prestazioni previdenziali in crescita dell'1,95%

Dai dati aggiornati a fine 2020, raccolti e analizzati da “Itinerari previdenziali”, emerge che, anche per effetto dell'emergenza Covid, calano gli occupati (22.839.000) e aumentano leggermente i pensionati (16.041.202). Con una conseguente ricaduta sul rapporto attivi/pensionati, che risulta in peggioramento (da 1,4578 a 1,4238) dopo il record positivo del 2019. Il rapporto evidenzia anche che si riduce il numero delle prestazioni in pagamento (in media 1,4162 per pensionato), mentre passa dai 18.765 euro del 2019 a 19.181 euro nel 2020 l'importo medio effettivo del reddito pensionistico. Secondo il Centro di studi e ricerche, guidato da Alberto Brambilla, l'andamento della spesa per prestazioni di natura previdenziale risente del perdurare della pandemia ma si conferma sostanzialmente sotto controllo, seppure caratterizzato da una continua salita. Le uscite nel 2020 hanno raggiunto i 234,7 miliardi (il 14,20%, del Pil) con una crescita dell'1,95% sul 2019, in gran parte attribuibile alle conseguenze del nuovo Coronavirus, che ha causato un crollo di quasi 9 punti percentuali (-8,9%) del Prodotto interno lordo.

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Il 34,1% dei pensionati percepisce assegni previdenziali da oltre 20 anni

Al 1° gennaio 2021 risultavano in pagamento dall'Inps 476.283 assegni previdenziali dalla durata ultra-quarantennale, ovvero erogati a persone andate in pensione nel lontano 1980 o ancora prima. Una fetta pari a 53.274 trattamenti riguarda i dipendenti pubblici, mentre gli altri 423.009 sono riconducibili al settore privato. Nel rapporto di “Itinerari previdenziali” si fa notare che la durata delle pensioni più remote ancora oggi vigenti è di quasi 46 anni nel comparto private e di 44 anni nella pubblica amministrazione. Ma si ricorda anche che «prestazioni corrette sotto il profilo attuariale» non dovrebbero superare i 20-25 anni. E questi dati, secondo il Centro studi e ricerche guidato da Brambilla, rappresentano un monito fortissimo alle forze politiche e sociali che, a fronte di una delle più elevate aspettative di vita, continuano a proporre forme di anticipazioni, come ad esempio Quota 100 o anche l'Ape sociale. Anche perché attualmente sono in pagamento oltre 5,7 milioni di prestazioni pensionistiche che hanno già superato una durata di 20 anni e che rappresentano il 34,1% degli oltre 16 milioni di pensionati italiani.

Dall'eccesso di mortalità Covid 11,9 miliardi di minor spesa per pensioni nel decennio 2020-2029

Va detto che i 423.009 trattamenti dalla durata ultra-quarantennale percepiti a inizio 2021 nel settore privato risultano in calo del 16% rispetto all'anno precedente a causa delle 79.318 prestazioni previdenziali eliminate, molte delle quali a causa dell'esplosione della pandemia. Nel rapporto si evidenzia che il 96,3% dell'eccesso di mortalità registrato nel 2020 ha interessato over 65, per la quasi totalità pensionati che percepivano in media 1,17 pensioni. Considerato anche l'effetto-compensazione collegato alle nuove “reversibilità”, Itinerari previdenziali quantifica in 1,11 miliardi la minor spesa per le casse dell'Inps nel 2020 prodotta di fatto dall'emergenza Covid, con una proiezione di 11,9 miliardi nel decennio (2020-2029).

Sono 7,68 milioni i beneficiari di prestazioni assistenziali

Nel rapporto si definisce sempre più insostenibile il costo delle attività assistenziali a carico della fiscalità generale, che è salito a 144,7 miliardi. Con una crescita del 62,6% rispetto al 2012 e del 29% sul 2019. Itinerari previdenziali sottolinea che dal 2008 l'incremento strutturale è stato di oltre 41 miliardi, con un tasso di crescita annuo superiore al 4% e di 3 volte superiore alla spesa per pensioni. E il Centro studi e ricerche presieduto da Brambilla considera emblematico anche un altro dato: nel complesso i beneficiari a vario titolo di prestazioni assistenziali, al netto delle duplicazioni e non considerando la quattordicesima mensilità dei soggetti con pensione, è di 7,68 milioni, una fetta pari al 47,92% del totale dei pensionati.

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