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Previdenza agricola, per Enpaia utile raddoppiato e patrimonio record

Nel 2021 la Fondazione ha erogato prestazioni agli iscritti per oltre 161 milioni (+10%) mentre le entrate contributive sono state complessivamente pari a 150,9 milioni (+3,9%)

di Alessio Romeo

Diacetti (Enpaia): “2021 anno straordinario, realizzata migliore performance economica di sempre”

3' di lettura

Utile più che raddoppiato e patrimonio record, nonostante una crescita degli assegni erogati superiore a quella delle entrate. Fondazione Enpaia, l'ente di previdenza degli addetti in agricoltura, archivia la gestione finanziaria 2021 con un valore del patrimonio di oltre 2,24 miliardi e stima per il 2022 un rendimento complessivo del portafoglio immobiliare del 4,61% rispetto al 2021 e del 4,29% per quello mobiliare. I dati emergono dalla relazione annuale 2022 della Fondazione illustrata oggi al Senato. Il 2021 si è chiuso con la migliore performance degli ultimi anni e un utile di oltre 38 milioni di euro, più del doppio rispetto al 2020.

A dicembre 2021 risultavano iscritti alla Fondazione poco più di 39mila lavoratori (+0,8%), dei quali il 47,5% donne impiegate presso 8.826 aziende (+2,3%). Nel 2021 la Fondazione ha erogato prestazioni agli iscritti per oltre 161 milioni (+10%) mentre le entrate contributive sono state complessivamente pari a 150,9 milioni (+3,9%).
Sui mercati finanziari sono stati allocati 968 milioni, derivanti dalla dismissione di alcune attività finanziarie e immobiliari.

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Nel 2021, attraverso l'acquisizione del 50% del Fondo immobiliare Rubens, è stato perfezionato l'investimento nella Torre PwC di Milano, che ha assicurato una redditività del 4,8 per cento. Nello stesso anno la Fondazione ha venduto 115 unità immobiliari residenziali per un controvalore di 32 milioni, incamerando una plusvalenza di 16 milioni.

In prospettiva, ha indicato la Fondazione, l'assunzione di regole tributarie più favorevoli potrà liberare ulteriori risorse da investire nel sistema paese. I regimi fiscali degli enti di previdenza privata e dei fondi pensione sono regolati dal D. Lgs. 252/2005 e la fiscalità di vantaggio applicata ai fondi pensione dal decreto legislativo 252/2005 è più favorevole rispetto a quella prevista per gli enti di previdenza privata, nonostante si tratti in entrambi i casi di strumenti ideati per l'accumulazione previdenziale.

La possibile correzione di quella che la Fondazione definisce un’anomalia fiscale è stata confermata dal sottosegretario all'Economia Federico Freni: «Un punto di partenza che deve distinguere l’intervento del decisore politico rispetto al mondo delle Casse è il coraggio e il realismo. Occorre rompere una foresta pietrificata che non ci consente di avere una gestione degli investimenti adeguata al mercato di oggi. Serve una maggiore flessibilità senza rinunciare alle funzioni di controllo del governo. Dobbiamo essere consapevoli che qualche aggiustamento lo dobbiamo fare insieme nell'ottica della sostenibilità, cercando di valorizzare gli investimenti».

Il presidente della Fondazione, Giorgio Piazza, ha espresso «grande soddisfazione per l'andamento della gestione perché, in un momento difficile come questo, Enpaia sta dimostrando una notevole capacità di reazione agli eventi, come dimostrato dai risultati del bilancio 2021 e come si intravede anche per il 2022. A livello macroeconomico, mi auguro che il lieve raffreddamento del tasso di inflazione in corso sia tendenziale e non solamente episodico poiché, in caso contrario, complicherebbe a dismisura il lavoro che stiamo portando avanti».

Il 2021, ha confermato il direttore generale della Fondazione, Roberto Diacetti, «è stato un anno straordinario per la Fondazione Enpaia in termini di redditività della gestione finanziaria e immobiliare, e il migliore della sua storia in termini di risultato economico. Il 2022, in un contesto macroeconomico totalmente mutato e contrassegnato dall’impennata dell'inflazione e dalla forte volatilità dei mercati, evidenzia, in linea con il comparto di riferimento, la resilienza della previdenza agricola, che cresce ancora per lavoratori attivi e aziende iscritte».

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