l’anticipazione del piano della commissione

Previdenza, Bruxelles vuole una Ue più unita contro il dumping sociale

dal corrispondente Beda Romano

(AFP)

3' di lettura

BRUXELLES – La Commissione europea proporrà mercoledì una nuova strategia per puntare su una maggiore convergenza tra i sistemi sociali nazionali a livello europeo. L’attesa proposta comunitaria, che rischia di essere controversa agli occhi di molti Paesi membri, vuole tentare di mettere mano a una delle contraddizioni dell’attuale assetto europeo: l’esistenza al tempo stesso di un mercato unico, ma di sistemi previdenziali sempre nazionali.

«I nostri sistemi sociali risalgono per molti versi al secolo scorso – ha spiegato in una intervista al Sole-24 Ore Marianne Thyssen, commissaria all’Occupazione e agli Affari sociali –. Oggi devono affrontare cambiamenti notevoli: la globalizzazione, l’invecchiamento della popolazione, la nascita di nuovi mestieri, la crescente mobilità delle persone. Dobbiamo riflettere se sono ancora adattati all’epoca attuale (…) Dobbiamo andare verso una maggiore convergenza dei nostri sistemi sociali».

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La Commissione europea presenterà una raccomandazione con l’obiettivo di sviluppare nell’Unione una nuova politica sociale. L’iniziativa giunge mentre le differenze nazionali a livello sociale hanno creato tensioni tra i Ventisette. In particolare, i Paesi dell’Est, dove il costo del lavoro è minore che a Ovest, sono accusati di dumping sociale da parte degli stati membri più ricchi. Per esempio, nel settore degli autotrasportatori i costi minori a Est stanno mettendo fuori mercato la concorrenza a Ovest.

È la prima volta in dieci anni che l’esecutivo comunitario torna a presentare proposte nel campo minato del diritto sociale. Queste proposte giungono mentre il Regno Unito, sempre ostile a forme di armonizzazione, ha annunciato l’uscita dall’Unione e mentre molti governi imputano a Bruxelles l’elevata disoccupazione così come l’accentuarsi delle divisioni sociali. Da tempo, la Francia chiede regole previdenziali comuni per evitare il dumping sociale.
Quattro le proposte concrete che la signora Thyssen, una ex europarlamentare belga di 60 anni, intende presentare. In primo luogo vuole riconciliare vita privata e vita professionale, armonizzando per quanto possibili i congedi famigliari, e quelli legati alla paternità o alla cura dei genitori, riducendo gli ostacoli che frenano l’occupazione delle donne. Sul fronte dell’orario di lavoro, la commissaria vuole offrire una interpretazione chiara della direttiva europea in questo campo.

A queste due proposte, si aggiungeranno due pacchetti legislativi. Il primo stabilirà l’accesso alla protezione sociale per tutti, tenendo conto delle nuove forme contrattuali. «Attualmente vi sono contratti che non prevedono il versamento di contributi previdenziali né la copertura previdenziale – precisa ancora la signora Thyssen, a ridosso della presentazione della nuova strategia –. Vogliamo invece che tutti abbiano una copertura a fronte del versamento di contributi».

La commissaria europea, esponente belga del partito democristiano fiammingo, sottolinea che la gestione dei sistemi previdenziali rimarrà in mano ai governi nazionali, come stabilito dai Trattati: «Spetterà ai Paesi decidere come finanziare la copertura, ma questa dovrà esserci». Il secondo pacchetto legislativo riguarda una vecchia direttiva di 25 anni fa che specifica diritti e doveri dei lavoratori. «Vogliamo precisare meglio i dettami normativi», spiega la signora Thyssen.

Secondo la commissaria europea, vi è spazio politico «per introdurre una maggiore convergenza verso l'alto, ma senza imposizioni». C’è «la consapevolezza» della necessità di lavorare insieme. Tuttavia, l’idea di un salario minimo, circolata nei mesi scorsi, è stata abbandonata. «Impossibile averne uno per tutti i Paesi membri viste le differenze economiche, ma è possibile mettere a punto i parametri per calcolarlo Paese per Paese (…) Sarebbe bene per i cittadini e per le relazioni tra i Paesi».

Le competenze della Commissione europea nel campo del diritto sociale sono limitatissime, perché i Trattati lasciano mano libera ai Paesi membri. La decisione di pubblicare una nuova strategia, che nelle speranze della signora Thyssen dovrebbe essere fatta propria dal Consiglio e dal Parlamento, giunge mentre appena un mese fa i Ventisette hanno celebrato il sessantesimo anniversario dell’Unione, proclamando il desiderio di una maggiore integrazione.

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