ServizioContenuto basato su fatti, osservati e verificati dal reporter in modo diretto o riportati da fonti verificate e attendibili.Scopri di piùPrevidenza e pensioni

Previdenza, sì ai contributi solo per recupero di periodi «vuoti» nel part time

Opzioni individuali: la manovra 2021 ha reso possibili accrediti gratuiti per il tempo parziale ciclico. Resta il pagamento per tutti gli altri casi

di Francesca Bicicchi, Antonello Orlando e Matteo Podda

Draghi: "Contributo di 150 euro per redditi fino a 20mila euro"

9' di lettura

Parliamo dei cosiddetti “buchi contributivi”, ossia quei periodi per i quali nella carriera lavorativa non risultano coperture previdenziali. E lo facciamo attraverso il quesito di un lettore che chiede: «Nel corso della mia vita lavorativa ho individuato diversi “buchi contributivi” all'interno del proprio estratto contributivo. Dal 1997 infatti ho svolto un impiego privato come part-time ciclico, con alcune settimane prive di lavoro e prima ancora, dopo alcuni periodi di disoccupazione, non ho avuto copertura contributiva nemmeno figurativa. Ci sono modalità per recuperare la contribuzione persa e che di fatto possono “risanare” l'estratto stesso?»

Rispondiamo subito chiarendo che ci sono più modalità di recupero dei buchi contributivi per i lavoratori part time, mentre nel caso di specie non vi sono riscatti o accrediti figurativi attivabili ad ordinamento vigente per i periodi privi di lavoro dopo la disoccupazione. Ad oggi non è infatti possibile di per sé coprire un periodo privo di lavoro e di eventi tutelati da coperture figurative (specificatamente individuate dalla legge tramite le varie tipologie di riscatto o di accreditamento) considerando nel 2021 è finita la sperimentazione della cd. “pace contributiva”, introdotta con l'art. 20 del decreto legge 4/2019, che consentiva solo a coloro che avevano iniziato a contribuire dal 1996 questa tipologia di riscatto di periodi completamente non coperti.

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L'unica possibilità offerta dai versamenti volontari di contribuzione ai sensi del Dlgs 184/1997 è quella di poter coprire soltanto i periodi correnti privi di qualsiasi contribuzione (a cadenza trimestrale) tramite il versamento di un onere commisurato alla retribuzione imponibile percepita nelle 52 settimane precedenti la presentazione della domanda e al numero di settimane che si necessita avere in estratto. I cosiddetti versamenti volontari, infatti, consentono di coprire di contributi periodi contestuali al versamento, con una eccezione: al momento della domanda è possibile coprire anche il semestre precedente alla stessa.

Tale facoltà appare però inutile ai fini proposti dal lettore che cerca modalità per colmare ‘buchi contributivi' più remoti nel tempo.Nel caso del quesito, il buco contributivo principale appare determinato dallo svolgimento di un rapporto di lavoro part-time. Infatti, se in caso di lavoro full-time per l'intero anno, considerando il versamento sul minimale contributivo giornaliero, non è possibile maturare meno di 52 settimane, lo stesso non si può dire in caso di svolgimento di lavoro part-time.

Fino al 2020 tutti coloro che avevano dei rapporti di lavoro con contratto part time verticale o ciclico non avevano la possibilità, se non tramite la presentazione di domande contestuale di versamento volontario o (retroattiva) di riscatto oneroso, di poter maturare le 52 settimane nell'arco di un anno. Ad esempio un lavoratore con part time verticale che prestava la sua attività solo in un determinato periodo dell'anno non poteva maturare l'intera annualità in quanto l'istituto riconosceva contribuzione soltanto nei mesi nei quali veniva effettivamente prestato servizio, consentendo di colmare i buchi solo con eventuale contribuzione a suo esclusivo carico (versamenti volontari o riscatto).

A partire dal 2021, con il comma 350 dell'articolo 1 della legge di Bilancio 2021, è stato riconosciuto il diritto gratuito alla contribuzione piena utile al diritto pensionistico anche nei periodi non lavorati, sempre nel rispetto del minimale contributivo (andrà quindi verificata la contribuzione del lettore in tali anni rispetto al minimale vigente). Con la circolare 74/2021 Inps ha riconosciuto retroattivamente tutti i periodi di contribuzione mancanti con un'apposita domanda online corredata da documentazione che il lettore dovrà farsi firmare dal proprio ex datore di lavoro (con il modello AP147). In particolare, il datore di lavoro attesterà che nell'arco di tempo in cui si è svolto il part time verticale non vi erano state ulteriori assenze (come le aspettative personali) prive di contribuzione.

Ore ridotte, i contributi volontari per pareggiare i versamenti

Dal 1° gennaio 2023 avrò un orario part time con conseguente riduzione della retribuzione imponibile e dei contributi previdenziali. Secondo i requisiti in vigore, dovrei accedere a pensione a novembre 2024 con 67 anni di età. Per non subire una riduzione dell’assegno pensionistico, è possibile versare contribuzione volontaria?

Per prima cosa dovrà verificare se il part time è ciclico/verticale e se rispettava il versamento del minimale contributivo. In caso contrario poi potrà attivare il riscatto dei periodi di part time (non i versamenti volontari che si intendono contestuali al lavoro a tempo parziale). Tali versamenti sono utili al diritto e alla misura della pensione se non è stato raggiunto il minimale annuo ai fini pensionistici o solo alla sola misura se il minimale è stato raggiunto. L’onere è pari alla retribuzione percepita nelle ultime 52 settimane di lavoro (o media delle retribuzioni percepite nel caso di più rapporti) moltiplicata per l’aliquota prevista dalla contribuzione obbligatoria (33%). A pena di decadenza, la domanda di autorizzazione va presentata entro i 12 mesi successivi alla scadenza ordinaria del termine per la consegna ai lavoratori della CU riferita all’anno interessato. Nel suo caso, oltre tale termine si presenta una domanda di riscatto. Per periodi dal 1° gennaio 1996 è possibile riscattare periodi non coperti per part time, provando che si trattasse di un rapporto part time.

Tempo parziale, le indicazioni per compilare la domanda

Dal 1° settembre 2017 sono impiegato con part time verticale con orario full time da marzo ad ottobre e non attività da novembre a febbraio. È possibile coprire la contribuzione dei mesi privi di attività?

L'articolo 1, comma 350, legge 178/2020 ha previsto che il periodo di durata del contratto part time con attività lavorativa concentrata in determinati periodi è riconosciuto per intero ai fini del diritto alla pensione. Per i periodi successivi all’entrata in vigore della legge (1° gennaio 2021) l'accredito viene effettuato mediante i flussi Uniemens, mentre, tenendo conto della prescrizione decennale, per i periodi antecedenti, riferiti a contratti di lavoro in essere o esauriti, è necessario presentare una domanda mediante il sito Inps allegando copia del contratto di lavoro e, se presente, l’attestazione del datore di lavoro indicante eventuali periodi di sospensione senza retribuzione. In caso di più rapporti di lavoro con part time verticale o ciclico, si può presentare un’unica domanda allegando modello di certificazione e relativo contratto per ogni datore di lavoro.

Così la Naspi non ostacola la pensione anticipata

Il 30 settembre 2022 ho maturato 40 anni e 9 mesi di contributi, dovrei raggiungere il requisito per la pensione anticipata a ottobre 2024 ed accedere dopo 3 mesi di finestra. Temo che per riduzioni del personale potrei essere licenziato a fine 2022. La Naspi inciderebbe negativamente sulla pensione o non mi permetterebbe di raggiungere i 42 anni e 10 mesi di contributi richiesti?

Durante la Naspi sono riconosciuti contributi figurativi utili al diritto e alla misura della pensione. Nel suo caso, la Naspi non ostacola la pensione anticipata, laddove siano raggiunti 35 anni di contribuzione effettiva, (che include tutti i contributi tranne quelli per disoccupazione o malattia non integrata dal datore di lavoro). Accedendo alla Naspi a gennaio 2023 raggiungerà 42 anni e 10 mesi ad ottobre 2024 accedendo a pensione anticipata (se maturati 35 anni di contributi effettivi) a febbraio 2025.

La Naspi ai fini del calcolo retributivo attua una neutralizzazione andando a ritroso fino a totalizzare 5 e 10 anni per realizzare la media pensionistica. La pensione non tiene conto dell’imponibile previdenziale virtuale più basso, ma si aggancia alle retribuzioni anteriori al periodo di disoccupazione se più favorevole.

Per le quote contributive, la Naspi apporta ulteriori contributi parametrati sull’imponibile medio dell’ultimo quadriennio con un limite di circa 1.870 euro mensili (per il 2022), senza decremento sulla pensione.

lncide sull’assegno l’indennità del periodo di preavviso

A seguito di licenziamento, mi dovrà essere riconosciuta dal datore di lavoro l’indennità sostitutiva del preavviso. Questa verrà computata ai fini della pensione? C’è differenza rispetto a lavorare nel periodo di preavviso?

Il riconoscimento dell’indennità sostitutiva del preavviso è soggetto al versamento dei contributi previdenziali da parte del datore di lavoro, come se lei avesse lavorato per la durata del preavviso. La contribuzione versata è utile al diritto e alla misura della pensione.

I contributi relativi alla indennità coprono i singoli periodi cui si riferisce e sono parificati, a tutti gli effetti, ai contributi versati in costanza di rapporto di lavoro, pertanto, trattandosi di contribuzione assimilata a quella da lavoro effettivo, è utile ai fini del raggiungimento dei 35 anni effettivi di contributi richiesti per la pensione anticipata come requisito aggiuntivo rispetto ai 42 anni e 10 mesi per gli uomini (con un anno in meno per le donne).

Durante il periodo coperto dalla indennità sostitutiva lei potrà lavorare, ma non potrà percepire la Naspi.

Aspettativa, ok alla prosecuzione volontaria dei pagamenti

Devo chiedere una aspettativa non retribuita. Posso richiedere all’Inps l’autorizzazione per versare contribuzione volontaria per coprire il periodo corrispondente?

Dal 1997 è possibile chiedere la prosecuzione volontaria in caso di sospensione del rapporto di lavoro prevista da disposizioni di legge o contrattuali e privi di copertura assicurativa, come l’aspettativa non retribuita per motivi familiari o malattia, ma anche interruzione del rapporto con diritto alla conservazione del posto per congedi per formazione e congedi per gravi e documentati motivi familiari.

Il lavoratore deve avere almeno 5 anni di contributi totali o almeno 3 ann

1996 è possibile riscattare periodi non coperti per part time, provando che si trattasse di un rapporto part time.

Tempo parziale, le indicazioni per compilare la domanda

Dal 1° settembre 2017 sono impiegato con part time verticale con orario full time da marzo ad ottobre e non attività da novembre a febbraio. È possibile coprire la contribuzione dei mesi privi di attività?

L’articolo 1, comma 350, legge 178/2020 ha previsto che il periodo di durata del contratto part time con attività lavorativa concentrata in determinati periodi è riconosciuto per intero ai fini del diritto alla pensione. Per i periodi successivi all’entrata in vigore della legge (1° gennaio 2021) l’accredito viene effettuato mediante i flussi Uniemens, mentre, tenendo conto della prescrizione decennale, per i periodi antecedenti, riferiti a contratti di lavoro in essere o esauriti, è necessario presentare una domanda mediante il sito Inps allegando copia del contratto di lavoro e, se presente, l’attestazione del datore di lavoro indicante eventuali periodi di sospensione senza retribuzione. In caso di più rapporti di lavoro con part time verticale o ciclico, si può presentare un’unica domanda allegando modello di certificazione e relativo contratto per ogni datore di lavoro.

Così la Naspi non ostacola la pensione anticipata

Il 30 settembre 2022 ho maturato 40 anni e 9 mesi di contributi, dovrei raggiungere il requisito per la pensione anticipata a ottobre 2024 ed accedere dopo 3 mesi di finestra. Temo che per riduzioni del personale potrei essere licenziato a fine 2022. La Naspi inciderebbe negativamente sulla pensione o non mi permetterebbe di raggiungere i 42 anni e 10 mesi di contributi richiesti?

Durante la Naspi sono riconosciuti contributi figurativi utili al diritto e alla misura della pensione. Nel suo caso, la Naspi non ostacola la pensione anticipata, laddove siano raggiunti 35 anni di contribuzione effettiva, (che include tutti i contributi tranne quelli per disoccupazione o malattia non integrata dal datore di lavoro). Accedendo alla Naspi a gennaio 2023 raggiungerà 42 anni e 10 mesi ad ottobre 2024 accedendo a pensione anticipata (se maturati 35 anni di contributi effettivi) a febbraio 2025.

La Naspi ai fini del calcolo retributivo attua una neutralizzazione andando a ritroso fino a totalizzare 5 e 10 anni per realizzare la media pensionistica. La pensione non tiene conto dell’imponibile previdenziale virtuale più basso, ma si aggancia alle retribuzioni anteriori al periodo di disoccupazione se più favorevole.

Per le quote contributive, la Naspi apporta ulteriori contributi parametrati sull’imponibile medio dell’ultimo quadriennio con un limite di circa 1.870 euro mensili (per il 2022), senza decremento sulla pensione.

lncide sull’assegno l’indennità del periodo di preavviso

A seguito di licenziamento, mi dovrà essere riconosciuta dal datore di lavoro l’indennità sostitutiva del preavviso. Questa verrà computata ai fini della pensione? C’è differenza rispetto a lavorare nel periodo di preavviso?

Il riconoscimento dell’indennità sostitutiva del preavviso è soggetto al versamento dei contributi previdenziali da parte del datore di lavoro, come se lei avesse lavorato per la durata del preavviso. La contribuzione versata è utile al diritto e alla misura della pensione.

I contributi relativi alla indennità coprono i singoli periodi cui si riferisce e sono parificati, a tutti gli effetti, ai contributi versati in costanza di rapporto di lavoro, pertanto, trattandosi di contribuzione assimilata a quella da lavoro effettivo, è utile ai fini del raggiungimento dei 35 anni effettivi di contributi richiesti per la pensione anticipata come requisito aggiuntivo rispetto ai 42 anni e 10 mesi per gli uomini (con un anno in meno per le donne).

Durante il periodo coperto dalla indennità sostitutiva lei potrà lavorare, ma non potrà percepire la Naspi.

Aspettativa, ok alla prosecuzione volontaria dei pagamenti

Devo chiedere una aspettativa non retribuita. Posso richiedere all’Inps l’autorizzazione per versare contribuzione volontaria per coprire il periodo corrispondente?

Dal 1997 è possibile chiedere la prosecuzione volontaria in caso di sospensione del rapporto di lavoro prevista da disposizioni di legge o contrattuali e privi di copertura assicurativa, come l’aspettativa non retribuita per motivi familiari o malattia, ma anche interruzione del rapporto con diritto alla conservazione del posto per congedi per formazione e congedi per gravi e documentati motivi familiari.

Il lavoratore deve avere almeno 5 anni di contributi totali o almeno 3 anni negli ultimi 5 anni precedenti la domanda.

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