Arti visive

Prezioso, desiderato, ma fragile: il cacao in mostra allo Iulm

Il cacao in mostra allo Iulm: il video

2' di lettura

Oggetto del desiderio e protagonista degli spot tv, il cacao - e quindi il cioccolato che se ne ricava – è un bene prezioso e fragile, che si può coltivare in pochi e remoti angoli dell'area del mondo, tra il Tropico del Cancro e il Tropico del Capricorno. Il cacao non solo rischia di sparire, ma è anche frutto di una complessa relazione tra uomo e natura che oggi, a causa dei cambiamenti climatici, si trova particolarmente a rischio.
Per questo lo Iulm ha realizzato un progetto di ricerca, “I ponti sospesi” che ha messo in contatto l'Università milanese con l'Inah, da cui dipende il patrimonio storico, archeologico e museale messicano, in una serie di iniziative che hanno messo in dialogo e a confronto in modo interdisciplinare storici, archeologi, antropologi, genetisti, biologi, chimici, agronomi, comunità indigene e produttori di cacao.

Il cacao in mostra allo Iulm: le immagini

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“KA'KAO. L'albero segreto, il viaggio del cacao tra Messico e Italia” è anche una mostra inaugurata presso la sede dello Iulm, in via Carlo Bo 7 a Milano, aperta gratuitamente al pubblico fino al 15 dicembre prossimo. Ma non solo: “Questo è un progetto culturale multimediale - racconta il Rettore dell'Università IULM, professor Gianni Canova - con cui IULM si conferma promotrice e produttrice di cultura. È un viaggio tra Messico e Italia con il quale l'Università IULM cerca anche di rafforzare le proprie dinamiche di internazionalizzazione e di rapporti con istituti culturali e con atenei di altre parti del mondo. KA'KAO trova il proprio centro gravitazionale attorno a quel prodotto affascinante che è il cacao, come simbolo di qualcosa che unisce locale e globale, che unisce natura e cultura, così come le antiche tradizioni alle pratiche contemporanee di commercializzazione di prodotti che generano benessere”.

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Realizzata in collaborazione con l'Instituto Nacional de Antropología e Historia (INAH) del Messico, con la curatela del professor Massimo De Giuseppe e del dottor Giuseppe Carrieri, l'allestimento del designer Sergio Pappalettera con lo Studio Pro-Design e l'impegno di un gruppo di studenti dell'Università IULM, la mostra KA'KAO racconta un mito del nostro tempo, un oggetto di culto che va oltre la cucina, una coltivazione ancestrale di cui si è desiderato scoprire le radici nel continente mesoamericano.

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