dati Istat

Prezzi delle case: aumento dell’1,3% nel secondo trimestre, calo annuo a -0,2%

Milano sfiora una crescita annua del 7%, a Roma -2,8%

di Emiliano Sgambato


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3' di lettura

I prezzi delle case in Italia scendono ancora su base annua, ma registrano un aumento nel periodo da marzo a giugno rispetto a inizio 2019. Secondo i dati Istat sul secondo trimestre, infatti, le quotazioni sono cresciute dell’1,3% sul trimestre precedente e diminuite dello 0,2% nei confronti dello stesso periodo del 2018 (il dato era pari -0,9% nel primo trimestre 2019).

La nota positiva è soprattutto il fatto che l’aumento su base congiunturale è dovuto ai prezzi delle abitazioni usate, che crescono dell’1,5% (la variazione più ampia dal secondo trimestre 2011), mentre i prezzi delle abitazioni nuove sono praticamente stabili (-0,1%).

Invece, «la lieve flessione tendenziale dell’Ipab (l’indice del prezzo delle abitazioni, ndr) – nota l’Istat – è da attribuire unicamente ai prezzi delle abitazioni esistenti, che registrano una variazione negativa pari a -0,4%, in attenuazione dal -1,3% del trimestre precedente. I prezzi delle abitazioni nuove, invece, aumentano su base tendenziale dello 0,1% rallentando, quindi, rispetto al +1,5% del primo trimestre del 2019».

L’aumento delle quotazioni rispetto a inizio anno e la conferma della tenuta delle nuove costruzioni sono indicatori positivi per il prossimo futuro, ma il mercato rimane molto debole e legato all’andamento dell’economia. Sono dei giorni scorsi le previsioni negative di S&P, che evidenziano come le stime sul fronte prezzi in Europa, per i prossimi due anni siano negative solo per l’Italia.

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Tornando ai dati Istat, la crescita dei prezzi delle abitazioni su base congiunturale si registra, «seppur con diversa ampiezza, in tutte le ripartizioni geografiche». Ma, «su base tendenziale, mentre il Nord-Ovest e il Nord-Est mostrano un aumento (rispettivamente +0,2% e +1,7%), i prezzi delle abitazioni al Centro e nel Sud e Isole, pur riducendo l'ampiezza del calo, flettono rispettivamente dell’1,7% e dell’1%».

Milano conferma la crescita vivace su base annua: + 6,9% confermando la variazione del primo trimestre. I prezzi delle abitazioni crescono, seppur in misura più contenuta, anche a Torino (+1,7%), mentre a Roma diminuiscono del 2,8%.

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Il trend dei prezzi rimane comunque sostanzialmente slegato dall’andamento delle comprevandite. Gli acquisti infatti continuano a crescere, seppur a un ritmo più basso rispetto alla decisa ripresa degli anni scorsi.

Secondo i dati Omi-agenzia delle Entrate nel secondo trimestre le compravendite residenziali sono cresciute del +3,9% su base annua . Il trend è confermato anche nelle grandi città (+1,8%; +8,2% sul primo trimestre) con Milano che fa segnare +6,1% (+11,3%congiunturale) e Roma (+2,7% tendenziale e 11,9% tendenziale).

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Nonostante la stagnazione dei prezzi, il “fatturato” legato alle compravendite residenziali continua a salire: secondo le previsioni del Centro Studi Sigest, il mercato residenziale italiano potrebbe arrivare a toccare i 100 miliardi di euro di transato a fine anno, raggiungendo circa 600mila scambi transazioni.

«Non crediamo che ci siano fattori esogeni tali da influenzare significativamente questa previsione – afferma Enzo Albanese, Ceo di Sigest – infatti riteniamo che in questo momento tali elementi vadano nella direzione di un consolidamento dei numeri. In questa previsione Milano, con 26mila ipotetiche transazioni e oltre 8 miliardi di euro di ricavi, riveste un ruolo di prim’ordine a livello nazionale».

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