La fotografia

Prezzi, Istat: ad aprile carrello della spesa a -0,7%, ai livelli del 1997

I prezzi del cosiddetto “carrello della spesa” sono quelli dei beni alimentari, per la cura della casa e della persona che segnano un -0,7% dal -0,1% di marzo

(foto imagoeconomica)

2' di lettura

I prezzi del cosiddetto “carrello della spesa” ampliano la loro flessione (-0,7%), portandosi a livelli che non si registravano da agosto 1997 (quando diminuirono su base annua dello 0,8%). Lo rende noto l'Istat diffondendo la stima definitiva sui prezzi ad aprile. I prezzi del cosiddetto “carrello della spesa” sono quelli dei beni alimentari, per la cura della casa e della persona che segnano un -0,7% dal -0,1% di marzo.

Istat conferma, inflazione aprile +1,1%,+0,4% mese

Ad aprile l'indice nazionale dei prezzi al consumo per l'intera collettività (NIC), al lordo dei tabacchi, registra un +0,4% su base mensile. L'inflazione è pari all'1,1% (da +0,8% di marzo), confermando la stima preliminare. «Ad aprile - spiega l’Istat -, è l'accelerazione dei prezzi dei beni energetici a trainare l'ulteriore crescita dell'inflazione», precisando che «questa accelerazione è dovuta, però, in buona misura, al confronto con aprile 2020, quando i prezzi di questi prodotti, anche per l'emergenza sanitaria, avevano subito una diminuzione marcata rispetto al mese precedente».

Loading...

I beni energetici trainano l’aumento dei prezzi

L'accelerazione tendenziale dell'inflazione si deve dunque essenzialmente ai prezzi dei beni energetici, la cui crescita passa da +0,4% di marzo a +9,8% a causa sia dei prezzi della componente regolamentata (che invertono la tendenza da -2,2% a +16,8%) sia di quelli della componente non regolamentata (che accelerano da +1,7% a +6,6%); tale dinamica è solo in parte compensata dall'inversione di tendenza dei prezzi dei beni alimentari non lavorati (da +1,0% a -0,3%) e di quelli dei Servizi relativi ai trasporti (da +2,2% a -0,7%).

Scende l’inflazione al netto degli energetici e degli alimentari

L’ “inflazione di fondo”, al netto degli energetici e degli alimentari freschi, e quella al netto dei soli beni energetici decelerano e si portano entrambe a +0,3% (da +0,8% di marzo). L'inflazione al netto degli energetici scende così ad un valore prossimo a quello di settembre 2020 (+0,2%, ma con un'inflazione generale negativa e pari a -0,6%). L'aumento congiunturale dell'indice generale è dovuto prevalentemente alla crescita dei prezzi dei Beni energetici regolamentati (+3,6%), dei Servizi ricreativi, culturali e per la cura della persona (+1,4%), degli Energetici non regolamentati e degli Alimentari non lavorati (+1,0% per entrambi), solo in parte compensata dalla diminuzione dei prezzi dei Servizi relativi ai trasporti (-1,2%). L'inflazione acquisita per il 2021 è pari a +1,2% per l'indice generale e a +0,6% per la componente di fondo. I prezzi dei prodotti ad alta frequenza d'acquisto accelerano (da +0,7% a +1,0%). L'indice armonizzato dei prezzi al consumo (IPCA) registra un aumento su base mensile dello 0,9% e dell'1,0% su base annua (da +0,6% di marzo), confermando la stima preliminare. L'aumento congiunturale dell'IPCA, più marcato rispetto a quello del NIC - evidenzia l'Istat - è spiegato dalla fine dei saldi stagionali prolungatisi anche a marzo e di cui il NIC non tiene conto; i prezzi di Abbigliamento e calzature registrano infatti un aumento congiunturale pari a +5,1% e una flessione meno marcata su base annua (da -0,7% a -0,2%).

Riproduzione riservata ©

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti