il rincaro dei consumi

Cresce il costo di servizi e bollette anche senza la mina dell’Iva

Da inizio 2019, sulla base di un paniere di sette voci significative, la spesa media cresce del 4,29% per la famiglia con figli, pari a un’incidenza di 267 euro. Rincari che per i consumi medi delle coppie sfiorano l’8% e valgono il 4% per i single

di Flavia Landolfi e Valeria Uva


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4' di lettura

L’inflazione è ferma, quasi piatta, ma i prezzi di alcuni servizi si muovono. Da inizio 2019, sulla base di un paniere di sette voci significative, la spesa media cresce del 4,29% per la famiglia con figli, pari a un’incidenza di 267 euro. Rincari che per i consumi medi delle coppie sfiorano l’8% e valgono il 4% per i single. E questo senza considerare la mina dell’aumento dell’Iva che deve essere disinnescata con la legge di Bilancio.

IL TEST DI SETTEMBRE PER TRE PROFILI

IL TEST DI SETTEMBRE PER TRE PROFILI

Se non si dovessero trovare i 23,1 miliardi necessari «l’impatto sarebbe significativo - spiega Fedele De Novellis, responsabile del gruppo Previsioni e analisi macroeconomiche di Ref Ricerche-. L’aumento dei prezzi misurato sulla base del deflatore del Pil sarebbe dell’1,8% in due anni». Infine, sulle tasche degli italiani pendono anche gli aumenti dei pedaggi autostradali finora congelati: da un +0,8% di Autostrade per l’Italia al +19% di Strada dei Parchi, sui quali sono attese decisioni nei prossimi mesi, a partire da metà settembre.

La rilevazione online

Per i consumatori alcuni aumenti sono già realtà. A fare i conti per Il Sole 24 Ore è SosTariffe.it: il portale di comparazione dei prezzi ha analizzato i preventivi dei profili e dei servizi più richiesti dagli utenti online confrontando la spesa media su base annua di single, coppie e famiglie a gennaio e agosto. Trattandosi di preventivi, utili per cercare le soluzioni più convenienti, le singole indicazioni non sono comparabili con le rilevazioni ufficiali dell’inflazione che ad agosto, secondo l’Istat, non ha superato lo 0,5 % su base annua.

In controtendenza con il trend generale, secondo SosTariffe.it, ci sono telefonia mobile, polizze Rc auto e conti correnti bancari (per questi ultimi due si veda l’articolo a fianco). Le spese per i cellulari sono aumentate per tutti i profili-tipo del 28,08 per cento. «L’effetto dei competitor low cost, come Iliad e Kena, sembra essere svanito - dice Alessando Voci, responsabile del centro studi di SosTariffe.it - in compenso i provider offrono molti più giga, messaggi e minuti».

Il trend è confermato anche dall’Autorità di vigilanza delle comunicazioni (Agcom): «Nel settore della telefonia mobile ci sono state in questi mesi estivi e pre-estivi numerose variazioni unilaterali delle condizioni contrattuali nella direzione di un aumento dei prezzi su cui l’Autorità sta svolgendo la sua attività di vigilanza in virtù della quale ha già aperto diversi procedimenti sanzionatori, in quanto tali manovre sono apparse in contrasto con la disciplina di settore in materia di tutela degli utenti».

I risparmi

In ribasso, oltre alla voce Internet per i single che ha subito un calo dell’8,3%, c’è il gas che quest’anno ha fatto registrare un calo medio tra il 6 e il 7% nei tre profili-tipo considerati. In questo caso, così come per l’energia, la simulazione si basa sulle tariffe di maggior tutela, fissate dall’Autorità per l’energia e il gas (Arera). Le variazioni dunque sono prevalentemente legate agli andamenti delle materie prime.

Per l’energia, però, si avvicina la fatidica data di luglio prossimo, quando, con la scomparsa delle tariffe di maggior tutela, sarà completata la liberalizzazione dei prezzi. Ma il rischio di un surriscaldamento della bolletta sembra scongiurato: «Non siamo all’anno zero – commenta il presidente di Arera, Stefano Besseghini – perché già meta degli utenti è passata al mercato privato. Senza contare che abbiamo visto come soprattutto all’inizio di ogni cambiamento le tariffe siano piuttosto stabili». E ancora: «La competizione più che sui prezzi, credo, si avrà sulla qualità tecnica del servizio e sull’arricchimento delle offerte al consumatore». Arera ha già lanciato un comparatore indipendente delle tariffe (www.ilportaleofferte.it).

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La fiammata di settembre è un classico di stagione che può poi essere arginato. Nel corso del tempo SosTariffe.it ha visto anche singoli incrementi del 30 per cento. «Tutti i settori monitorati sono da sempre vivaci e competitivi - osserva Voci - e aumenti medi complessivi intorno al 4% non sono poi così rilevanti per questo “paniere”. Nei prossimi mesi non dovrebbe cambiare granché ». Non si prevede quindi un autunno davvero caldo per le principali commodities. «Nel lungo periodo non si attendono oscillazioni sulle utilities - conferma De Novellis - perché i prezzi delle materie prime non usciranno da questa fase di frenata». In più gli aumenti possono essere neutralizzati: «Consigliamo sempre ai nostri utenti di fare un controllo periodico sulle nuove offerte – conclude Voci –. Almeno ogni 2-3 anni le bollette andrebbero confrontate con le nuove promozioni. In questo modo non solo si riesce spesso a neutralizzare l’aumento, ma persino a risparmiare qualcosa».

Gli alimentari

Pur raddoppiando l’indice generale, l’aumento dei prezzi alimentari si è comunque fermato in agosto all’1%, tanto che Coldiretti ha parlato di «deflazione nei campi». Secondo una rilevazione Federconsumatori, gli aumenti da gennaio a oggi su un paniere di beni a largo consumo si fermano allo 0,73% con un picco del 4% del prezzo di un kg di pasta e di carne di vitello. «Questi ritocchi - dice Emilio Viafora, presidente dell’associazione - inciderebbero poco sulle famiglie se non assistessimo a un aumento consistente dei costi di tutti i servizi. In ogni caso, un’inflazione troppo bassa è indice di un Paese fermo, che non cresce: c’è assoluto bisogno di un cambio di passo».

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