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Prezzi Rc auto ai minimi grazie alla scatola nera

Accelera la diffusione della scatola nera abbinata alle polizze Rc auto e traina al ribasso il prezzo di tali coperture. Si raggiunge così il minimo storico: 405 euro

di Maurizio Caprino


Prezzi rc auto scendono ai minimi, costo medio 405 euro

3' di lettura

Accelera la diffusione della scatola nera abbinata alle polizze Rc auto e traina al ribasso il prezzo di tali coperture. Si raggiunge così il minimo storico: 405 euro. Ma crescono le penalizzazioni per i clienti con i profili di rischio peggiori. Sono i dati più significativi della rilevazione Iper, che elabora i premi effettivamente versati dagli assicurati nel secondo trimestre 2019, effettuata come di consueto dall’Ivass.

Va considerato che il minimo storico è comunque riferito a una serie storica breve: è solo dal 2012 che l’Ivass rileva i premi effettivi. In ogni caso, l’istituto di vigilanza sottolinea che si rafforza l’andamento decrescente, arrivando all’-1,5% su base annua contro lo 0,9% del primo trimestre.

Questo andamento sembra attribuibile in buona parte alla diffusione della scatola nera, nonostante resti inattuata la norma della legge Concorrenza (la n. 124/2017) che prevede una percentuale obbligatoria di sconto fissata dall’Ivass qualora la compagnia offra polizze abbinate al montaggio di questo dispositivo. Il lungo stallo è dovuto alle difficoltà di fissare caratteristiche tecniche che rendano affidabili i dispositivi affidabili ma non troppo costosi.

Così tutto è guidato dalle politiche commerciali delle compagnie, che modulano gli sconti sul territorio in base ai costi e ai benefici che stimano di ottenere localmente spingendo sulla diffusione delle scatole nere. Ora - rileva l’Ivass - il fenomeno sta riguardando anche le province di Centro, Sud e Isole rimaste sostanzialmente fuori dalla prima ondata, quella iniziata a cavallo del 2015. L’Ivass fa l’esempio di Prato, Latina, Campobasso, Vibo Valentia e Oristano, con incrementi superiori al 3%. Il dispositivo resta comunque più diffuso nelle province con i maggiori indici di sinistrosità e frodi, toccate dalla prima ondata e ora con una quota di polizze telematiche superiore al 40%: Reggio Calabria, Crotone e Napoli. La punta, del 63%, resta a Caserta.

Tutto ciò spiega perché il calo più intenso rilevato dall’Ivass sia al Sud e nelle Isole: a Enna, Caltanissetta, Catanzaro e Vibo Valentia le riduzioni sono state superiori al 4,5% (fino al 5,7%). A Roma i prezzi sono diminuiti del 4%.

Ma ai cali dei prezzi medi si contrappone un aumento della dispersione, cioè delle differenze tra i valori più bassi e quelli più alti.

Significa che gli assicurati con i profili di rischio più sfavorevoli (per esempio, classe di merito alta e residenza in zone caratterizzate da elevata sinistrosità, incidenza di frodi e/0 alti costi di riparazione) sono penalizzati più di prima. Pare così attenuarsi il principio di mutualità che caratterizza tutte le assicurazioni, ma in compenso si trattano meglio i clienti classificabili come più virtuosi. Lo si fa ora che la diffusione della scatola nera probabilmente consente di effettuare questa classificazione con minori incertezze che in passato.

«Il fatto che vi sia uno sconto medio del 34% - dichiara l’Ivass al Sole 24 Ore - significa che le compagnie utilizzano la leva sconto per differenziare tra gli assicurati. E significa anche che i prezzi utilizzati dai comparatori online sono parziali, non solo perché limitati alle imprese aderenti, ma anche perché risentono delle diverse politiche di sconto delle compagnie. Evidentemente la tariffa non è più rappresentativa del rischio del ramo ma viene sovrastimata al fine di utilizzare la leva dello sconto per selezionare la clientela».

Il 50% degli assicurati paga meno di 362 euro, il 90% degli assicurati meno di 628 euro e solo il 10% per cento degli assicurati meno di 226 euro. Con questi dati dovrebbe anche ridursi il divario tra l’Italia è i principali Paesi Ue.

Ma questo si saprà solo alla fine del prossimo inverno: i dati europei raffrontabili sono solo quelli su base annuale, quindi non si sa se nel secondo trimestre i prezzi siano scesi in modo marcato anche negli altri Paesi.

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