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Midterm, endorsement di Musk per i Repubblicani. Il capo di Wagner: abbiamo interferito sul voto Usa

Il fondatore della compagnia Wagner ammette il suo ruolo nelle campagne di disinformazione per il voto del 2016. Il NYT: russi in azione anche per il Midterm

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3' di lettura

Elon Musk esorta le «persone di mente indipendente» a votare repubblicano alle elezioni americane di Midterm dell’8 novembre 2022. Il Ceo dei Tesla ha lanciato l’appello da Twitter, il social appena acquistato, scatenando una nuova polemica sulla sua gestione della piattaforma di micro-blogging. «Agli elettori di mente indipendente: il potere condiviso taglia gli eccessi di entrambe le parti, dunque raccomando di votare per un repubblicano al Congresso dato che il presidente è democratico», ha twittato Musk. «I democratici e i repubblicani accaniti non votano mai per l’altra parte, quindi sono gli elettori indipendenti a decidere chi è in carica», ha aggiunto.

Prigozhin: abbiamo interferito su voto Usa, continueremo a farlo

L’endorsement di Musk arriva in una giornata già turbolenta per gli equilibri politici Usa. Yevgeny Prigozhin, l’uomo d’affari russo noto come fondatore della compagnia privata Wagner, aveva dichiarato poche ora prima di aver già interferito in passato con il voto negli Usa e di essere intenzionato a «continuare a farlo». È la prima volta che Prigozhin conferma un’accusa che gli è stata rivolta per anni, scontrandosi sempre sulle sue smentite. «Abbiamo interferito, stiamo interferendo e continueremo a farlo - ha dichiarato in un post sui social media della sua azienda Concord - In modo accurato, preciso, chirurgico, in un modo che è unico per noi». Prigozhin è già stato sottoposto a sanzioni americane insieme a 12 cittadini e tre aziende russi per aver orchestrato una campagna sui social media tesa a «dividere e alimentare discordia» in vista del voto del 2016, quello che ha sancito il successo elettorale di Donald Trump.

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Nyt: Russia ha ripreso a interferire online per Midterm

Prigozhin è stato incriminato nel 2018, nel vivo dell’indagine del consulente speciale Robert Mueller sulle interferenze di Mosca nelle presidenziali del 2016. Il Dipartimento di Giustizia ha poi archiviato le accuse su due aziende nel mirino degli inquirenti, Concord Management e Consulting LLC e Concord Catering. Prigozhin ha sempre negato qualsiasi coinvolgimento nell’operazione, ma non è la prima volta che ritratta la sua posizione.

L’uomo d’affari, soprannominato «lo Chef di Putin» per i suoi contratti di catering con il Cremlino, aveva anche smentito i suoi legami con Wagner, salvo ammettere nel settembre 2022 dia ver fondato e finanziato la società nel 2014. La campagna di disinformazione starebbe tornando alla carica in vista del voto di Midterm, sempre con la regia dell’oligarca. Nei mesi precedenti al voto, scrive il New York Times, sono stati riattivati account falsi per prendere di mira Joe Biden e i dem, nonchè suscitare la rabbia degli elettori conservatori e minare la fiducia nel sistema elettorale Usa. L’obiettivo, però, è nuovo: contestare gli aiuti militari a Kiev usando i soldi dei contribuenti. Tra i responsabili principali della macchinazione ci sarebbe la Internet Research Agency, guidata dallo stesso Prigozhin.

Congresso alla destra, Senato sul filo del rasoio

Il clima di tensione alimenta anche le paure su un caos post voto, simile a quelle che ha accompagnato lo spoglo dei voti dopo le presidenziali del 2020. Secondo i media Usa, si potrebbe attendere fino a fine settimana per un risultato, a causa sia dell’ampio numero di testa a testa attesi su campo sia degli oltre 40 milioni di voti anticipati, spesso conteggiati anche nei giorni successivi all’Election Day. Se al Congresso è attesa la riconquista dei repubblicani, con un partito sempre più sbilanciato sulla linea trumpiana, il Senato appare sul filo del rasoio, con duelli decisivi in Pennsylvania, Arizona, Colorado e Georgia (quest’ultimo a rischio ballottaggio il 6 dicembre). Senza contare la minaccia di diversi candidati trumpiani di respingere i risultati sfavorevoli, emulando l’ex presidente degli Usa nel 2022. In questo scenari Biden e Trump lanciano i loro ultimi appelli al voto, in quello che sembra già a tutti un anticipo del futuro duello per la Casa Bianca: il presidente dal Maryland, ammonendo che Midterm non è un referendum su di lui ma «una scelta», in particolare sul diritto all’aborto e su una democrazia a rischio; il tycoon dall’Ohio, per salvare l’«American dream». E forse anche se stesso dalle varie inchieste che lo incalzano.

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