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Prima fermata per una linea produttiva

di Sara Monaci

1' di lettura

Per l’azienda Cartiera del Polesine di Rovigo - 115 milioni di fatturato e 170 dipendenti - il conto delle bollette è quadruplicato. Tra energia elettrica e gas a luglio è arrivato un conto salatissimo: 9 milioni in tutto, contro i 2,350 milioni dello stesso periodo dello scorso anno. Un record negativo, che pesa fortemente sulle scelte dei vertici aziendali, alle prese con la decisione di come riaprire a settembre. A luglio infatti è stata già fermata una linea produttiva, lasciando attive le altre tre per la realizzazione di carta ondulata per imballaggi (quindi le bollette di gas e energia elettrica non sono neppure relative al pieno regime). Ad agosto la produzione è stata fermata, anticipando il periodo della manutenzione. Ora pesa l’incognita della riapertura, anche se i manager stanno cercando di salvaguardare comunque i dipendenti.

Il responsabile del settore energetico dell’azienda, Alfredo Pregnolato, sottolinea come «il credito d’imposta abbia sì aiutato le imprese, ma ridotto solo in minima parte le bollette. Nel caso della Cartiera del Polesine - spiega - a fine luglio il conto sarebbe stato del 400% più alto, con il credito d’imposta è salito del 370%».

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In generale le bollette sono aumentate esponenzialmente per tutto l’anno: nel primo semestre del 2021 pesavano 11,5 milioni; nello stesso periodo del 2022 i costi sono saliti a 44,5 milioni.

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