ServizioContenuto basato su fatti, osservati e verificati dal reporter in modo diretto o riportati da fonti verificate e attendibili.Scopri di piùBorse

Prima flessione del 2019. Perché sui mercati è tornato l’Orso

di Vito Lops


Bertotti (Assiom Forex): Borse, cresce l'ottimismo, ma resta l'incognita spread

3' di lettura

Le Borse globali archiviano la prima settimana in calo dopo sei rialzi consecutivi. Difatti è la prima flessione del 2019. Piazza Affari non fa eccezione. Con il calo di ieri (-0,7%) il FTSE MIB chiude il bilancio delle ultime cinque sedute con un rosso dell’1,5%. Peggio ha fatto Francoforte (-2,6%). Gli investitori stanno scaricando le posizioni anche da Wall Street e spostando i capitali sui beni rifugio che nel frattempo rivedono i massimi di periodo. L’oro tratta a 1.315 dollari l’oncia (+5% da inizio anno). Il rendimento del Bund tedesco a 10 anni si sta avvicinando a quota “0” (0,07%) come non accadeva da novembre 2016. Acquisti anche sul dollaro, altro bene rifugio globale, che ha chiuso nei confronti dell’euro la migliore settimana da settembre, con un balzo dell’1,1% (euro/dollaro sceso a 1,13).

BORSE, PRIMA SETTIMANA IN CALO DEL 2019
BORSE, PRIMA SETTIMANA IN CALO DEL 2019
BORSE, PRIMA SETTIMANA IN CALO DEL 2019

Il rallentamento dell’economia globale è evidente. Giovedì la Commissione europea ha rivisto al ribasso le stime per l’Eurozona (a +1,1% rispetto al +1,9% del 2018). Il ciclo flette anche in Germania (stime riviste a +1,1% dal +1,9% ipotizzato a novembre) zavorrata dal settore auto. Ancora più marcato il calo dell’Italia che per la Commissione europea non andrà oltre lo 0,2% di crescita nell’anno in corso e difatti rappresenta il fanalino di coda dell’Eurozona in questo momento come confermato dai dati sulla produzione industriale, crollata a dicembre del 5,5% su base annua.

IL COMMENTO / Le Borse nella spirale di governi e banche centrali

Il rallentamento dell’economia globale non è però il vero motivo per cui gli investitori in questo momento stanno acquistando beni rifugio. Del resto, che il ciclo economico stia rallentando non è una novità. Dallo scorso autunno i mercati hanno iniziato a prepararsi a questo dato di fatto. Il vero motivo della flessione delle Borse e del ritorno verso i beni rifugio è che questo rallentamento avviene nel momento in cui la Federal Reserve, ovvero la “banca delle banche centrali”, sta drenando liquidità sui mercati al ritmo di 50 miliardi di dollari al mese.

PER SAPERNE DI PIÙ / Industria in contrazione: produzione -5,5% annuo, peggior dato dal 2012

Dopo aver alzato 10 volte il costo del denaro da dicembre 2015 a dicembre 2018 la Federal Reserve dallo scorso ottobre ha avviato il quantitative tightening, l’opposto del quantitative easing. Ha smesso di reinvestire i titoli acquistati durante il quantitative easing man mano che essi vanno in scadenza. Tecnicamente ha avviato una riduzione del bilancio che ha superato i 4.000 miliardi di dollari e che, senza un cambio di rotta, è indirizzato prima verso la soglia dei 3.500 e poi verso i 3.000 miliardi.

Una notizia che non piace affatto agli investitori, troppo abituati negli ultimi anni a contare sull’aiutino delle banche centrali. Anche perché questa sorta di normalizzazione della politica monetaria è in atto proprio mentre l’economia in cui l’economia inizia a dare segnali di stanchezza.

PER SAPERNE DI PIÙ / Il cruccio dei mercati è ora il bilancio della Fed. Sarà ridotto o invariato?

Il 27 febbraio è ancora lontano ma non troppo. In questa data tornerà a parlare il governatore della Fed, Jerome Powell. È probabile che nelle prossime sedute aumenti la volatilità dei mercati, al pari del duello di nervi tra investitori e Fed: è l’unico modo con cui i “mercati” possono tentare di convincere Powell a cambiare rotta in politica monetaria, diventando più accomodante. E questa carta di solito viene giocata portando giù Wall Street. L’obiettivo finale è convincerlo a lanciare il Qe4.

twitter.com/vitolops

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti