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Prima Industrie cresce del 3,9% e propone un aumento del dividendo pari al 10%

di Filomena Greco


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2' di lettura

Ricavi in crescita del 3,9% per la piemontese Prima Industrie, specializzata in tecnologia laser per le imprese manifatturiere. Il Consiglio di amministrazione della società, leader in un settore ad alta tecnologia come quello dei sistemi laser, di lavorazione della lamiera e dei componenti elettronici per applicazioni industriali, ha approvato i risultati dell’esercizio 2018 (crescita al 6% a cambi costanti), pari a 466 milioni e 932mila, e ha dato il via libera alla proposta di distribuzione di un dividendo pari a 0,44 euro per azione, il 10% in più rispetto all’anno scorso.

Il presidente e fondatore Gianfranco Carbonato archivia un anno in cui il Gruppo, dice, ha registrato «i migliori risultati della propria storia», nonostante il rallentamento di alcuni mercati. Un risultato raggiunto grazie a «al buon livello di resilienza legato alla propria ampia presenza geografica, alla varietà di settori serviti ed all’elevato livello tecnologico» sottolinea Carbonato.

Si conferma dunque nel tempo il trend della crescita dei ricavi che negli ultimi 3 anni, evidenzia il Gruppo in una nota, ha dato luogo ad un cagr dell’8,6%. La performance risente, in particolare, di alcuni costi non ricorrenti che hanno penalizzato l’Ebit per 4,1 milioni e si riferiscono principalmente a consulenze professionali connesse ad eventi straordinari, alla rilocalizzazione dello stabilimento finlandese e alla ristrutturazione della filiale tedesca. Ma il risultato netto consolidato ha beneficiato dei proventi non ricorrenti, pari a 7,1 milioni, legati alla cessione dell’intera partecipazione detenuta da Prima Electro nella società EPS, proventi che hanno bilanciato, fa notare il Gruppo, i costi finanziari di natura non ricorrente legati al rifinanziamento del Bond e del debito bancario a medio termine.

Dal punto di vista geografico, sono crresciuti per Prima i ricavi nell’area Emea mentre sono calati sul fronte America e Asia, perlopiù a causa del rallentamento nell’automotive. Il 2019 appare oggi più incerto a causa del contesto macroeconomico globale, sebbene il portafoglio ordini a quota 169,4 milioni, stabile rispetto ad un anno fa. «L’impegno del Gruppo – aggiunge – è focalizzato sulla crescita dell’efficienza e sul controllo dei costi al fine di migliorare la propria redditività, anche grazie al contributo degli investimenti effettuati negli ultimi anni».

Dal punto di vista finanziario l’esercizio 2018 registra un Ebitda adjusted a 47,9 milioni (+6,2% rispetto al 2017), pari al 10,3% del fatturato, un Ebit adjusted a quota 32,2 milioni (+14,2% sull’anno scorso), un utile netto a 24,1 milioni (era 18,7 milioni un anno fa) e una posizione finanziaria netta a -74,6 milioni (rispetto a -69,6 milioni del 2018).

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