intervista a Felice Delle Femine

Prima ripresa nel 2021, modelli flessibili per banche e imprese

Il direttore della Popolare di Torre del Greco parla dell'impatto del lockdown in Campania

di Vera Viola

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La sede della Banca Popolare di Torre del Greco in Campania

Il direttore della Popolare di Torre del Greco parla dell'impatto del lockdown in Campania


3' di lettura

«La crisi ha avuto un impatto molto forte sulla banca in termini di riorganizzazione interna, flusso di domande recepite e da lavorare e soprattutto assistenza e consulenza alla piccole e medie imprese del territorio». Felice Delle Femine, un recente passato ai piani alti di Unicredit, oggi direttore della Banca di Credito Popolare con sede a Torre del Greco, riflette a voce alta sul ciclone che con il Covid 19 ha attraversato l’Italia e sulle prospettive dei prossimi mesi. «I mesi - dice - in cui emergeranno gravi problemi economici e in cui si dovrà con forza reagire».

La prima problematica che vi siete trovati ad affrontare ?
Lavorare in sicurezza. Abbiamo adottato le misure di protezione, mantenendo operative tutte le filiali. Da inizio marzo le filiali, aperte tutti i giorni nell’orario mattutino, ampiamente dotate di tutti i dispositivi di sicurezza e con una alternanza di personale per assicurare il distanziamento necessario, ricevono i clienti su appuntamento peferendo contatti telefonici. Abbiamo ovviamente attivato tutti i canali di comunicazione digitale per favorire contatti da remoto. Il personale della direzione generale sta lavorando in smart working, si tratta di circa 80 persone, gli altri hanno usufruito di permessi retribuiti. Ritengo che rispettare e attuare bene il protocollo di sicurezza sia in linea con la funzione sociale che vogliamo la nostra Banca assolva sul territorio di riferimento che coincide con la regione Campania. Finora contiamo zero contagi, su un organico complessivo di 532 dipendenti in 62 filiali.

Le banche stanno anche svolgendo un compito importante recependo le domande di sostegni all’economia .
Perciò parlo di un impatto notevole. In queste settimane abbiamo svolto più funzioni: interloquito con Sace, MedioCreditoCentrale; abbiamo fornito consulenza dettagliata ai clienti, attraverso sito, mail dedicate, spiegando, a esempio, come compilare l’allegato 4 del decreto Cura Italia. Abbiamo ricevuto oltre 2mila domande di prestiti di cui 1.600 entro la soglia del 25mila euro e abbiamo erogato 80 pratiche.Abbiamo raccolto 2.250 richieste di moratoria dei mutui. Grazie a una rapida organizzazione, siamo stati molto reattivi nell’inoltrare le richieste al Fondo. Stiamo dando risposte, nonostante la difficoltà del momento.

Come giudica gli strumenti adottati dal Governo e dalla Regione Campania?
Io penso che le risposte date siano ben strutturate. Non si tratta di contributi a fondo perduto, ma di prestiti. Il Governo ha messo la sua garanzia che è utile. Al di sotto dei 25mila euro prevale una logica di autocertificazione e gli iter sono semplificati. Ovviamente noi stiamo deliberando anche prestiti nell’ambito delle altre misure.

Come rispondono le pmi campane?
Alcuni settori sono più forti, sono innovativi, internazionalizzati, come aerospazio, agroalimentare....Ma altri sono davvero in difficoltà per l’emergenza Covid:  parlo di moda, turismo, commercio al dettaglio. Intendo dire che il primo gruppo, lo ha già fatto in passato e reagirà bene anche questa volta. Mentre per il secondo gruppo sarà molto più lunga la fase di ripresa.

Cosa intende?
Ritengo che banche e imprese debbano adottare modelli organizzativi flessibili per assecondare i nuovi scenari, guardando ai singoli comparti e imprese. Ciascuno deve analizzare i nuovi bisogni e comportamenti socio economici. Per la ripresa dobbiamo aspettare il 2021. Di conseguenza le banche per prime dovranno adottare la necessaria flessibilità e valutare meglio i tempi delle operazioni.

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