primi risultati

Primarie democratiche in Iowa: Buttigieg avanti, Sanders a ruota

La responsabile locale del partito si giustifica appellandosi a un “controllo di qualità”.

di Riccardo Barlaam

Biden e Sanders, i favoriti alla prova del voto in Iowa

La responsabile locale del partito si giustifica appellandosi a un “controllo di qualità”.


4' di lettura

NEW YORK - Si è concluso il primo turno delle primarie nell’Iowa, lo stato rurale bianco del Midwest nel quale storicamente comincia la corsa alla Casa Bianca. Questa volta, però, la gara per la conquista della nomination del partito democratico è partita con il piede sbagliato, per colpa del sistema di registrazione dei risultati affidati a una app che sarebbe andata in tilt. Il partito in realtà nega il flop, esclude hackeraggi e intrusioni, e parla invece di incongruenze trovate in tre serie di dati. Comunque sia, i risultati tarderanno ad arrivare: i voti vengono contati a mano.

Pete Buttigieg è avanti nelle elezioni primarie in Iowa col 26,9% dei voti, seguito da Bernie Sanders al 25,1%, quando sono state scrutinate le schede del 62% dei distretti dello stato. Terza è Elizabeth Warren col 18,3% e
solo quarto Joe Biden col 15,6 per cento.

Fioccano le polemiche per la pessima organizzazione, oltre che i commenti ironici del fronte opposto: «Crisi di nervi nel partito democratico. Non riescono a gestire i caucus e vogliono governare. No grazie», infierisce subito su Twitter Brad Parscale, il manager della campagna di Donald Trump.

La responsabile locale del partito democratico si giustifica parlando di «integrità dei risultati» e di «controlli sulla qualità» dei voti, necessari prima di renderli pubblici. Un pasticcio. I risultati, conferma la Cnn, potrebbero non arrivare prima del pomeriggio italiano, quindi con un ritardo clamoroso. Mentre la campagna di Bernie Sanders, citando i propri risultati interni, proclama la vittoria del senatore del Vermont, che avrebbe ottenuto il 29,66% dei voti, seguito dal moderato Pete Buttigieg con il 24,59% e da Elizabeth Warren (21,24%). L’ex vicepresidente Joe Biden, che chiede spiegazioni sulla gestione dei risultati, sarebbe quarto con solo il 12,37%. Se questi dati parziali venissero confermati, si tratterebbe per Sanders di una conferma superiore alle attese, e di un risultato molto deludente per Biden.

Il ritardo sarebbe stato generato dalla app sperimentata per la prima volta – molti responsabili locali del partito hanno lamentato problemi nel funzionamento - per inviare i risultati dai 1.700 “caucus”, le assemblee di base che si sono svolte in 99 contee, nelle palestre, le case, le chiese e le scuole di questo sterminato stato. Con le persone che hanno sfidato le gelide temperature notturne e sono rimaste in fila a 7 gradi sotto zero pur di poter esprimere la propria preferenza e la voglia di cambiamento. I seggi erano stati aperti alle 19 locali e si sono chiusi un paio di ore dopo. I risultati erano attesi per le 23.30 locali, come era stato nel 2016. E invece hanno tardato molto più del previsto, un pasticcio di enormi dimensioni che mette in dubbio l’organizzazione della macchina elettorale democratica.

Cinque front runners
Dieci i candidati in corsa. Con cinque front runners. Bernie Sanders che piace ai giovani e ai millennals. La senatrice Elizabeth Warren candidata delle donne. L’ex vice presidente Joe Biden che raccoglie le preferenze moderate delle persone più mature. La senatrice del vicino Minnesota Amy Klobuchar che vuole unire tutte le anime del partito. E i voti trasversali del giovane sindaco di South Bend Pete Buttigieg che potrebbe essere la vera sorpresa di questo turno delle primarie nell'Iowa.

Sanders preferito dai giovani
Le prime stime rese note dal New York Times, assolutamente preliminari, raccolte a campione fuori dai caucus, davano Sanders in vantaggio con il 33%, Biden al 28%, Buttigieg con il 20% seguito da Warren con il 13%. Sanders secondo alcune rilevazioni della Cnn all’ingresso dei caucus è in forte vantaggio tra gli elettori più giovani, quelli di età compresa tra i 17 e i 26 anni, con il 51% delle preferenze, seguito da lontano da Buttigieg con il 16%.

Una vittoria importante
Sul piatto per chi vince nello Iowa ci sono 41 delegati, una piccola frazione dei 1.991 delegati necessari per vincere la nomination presidenziale democratica. Vincere nell'Iowa è importante perché si tratta del primo stato in cui si vota per le primarie. Una finestra mediatica che può rivelarsi decisiva per il restante corso della campagna elettorale e per la raccolta dei finanziamenti.

Come funzionano i caucus
I “caucus” sono una espressione di democrazia diretta, basata sulla discussione e sul confronto tra tutti gli iscritti al partito. Si svolge in luoghi ampi perché gli elettori si dividono per gruppi. Ogni gruppo è guidato da un “captain”, un responsabile che rappresenta quel determinato candidato. Ci si divide per candidati e si procede a una prima votazione dove bisogna ottenere almeno il 15% delle preferenze per “passare il turno”.

I gruppi dei candidati che restano sotto tale soglia nella seconda parte dell'assemblea, a suon di domande, di inviti e di slogan degli altri gruppi, sono “costretti” a cambiare casacca e decidono di spostare i loro voti su un altro candidato migrando in uno dei gruppi più numerosi. Oltre ai 1.678 caucus distribuiti nelle 99 contee dello Iowa, per aumentare la partecipazione quest'anno si sono aggiunti 25 caucus in altri Stati americani e tre all'estero in Francia, Scozia e Georgia per raccogliere i voti dei democratici originari dell'Iowa al di fuori dallo stato.

La corsa delle primarie fino a luglio
La corsa delle primarie democratiche continuerà nei prossimi mesi nei restanti 49 stati americani. L’11 febbraio le primarie si terranno in New Hampshire. Il 22 febbraio in Nevada. E il 29 febbraio in South Carolina. Il 3 marzo si svolgerà il primo Super martedì nel quale si voterà in 15 stati tra cui California e Texas, gli stati che esprimono il più alto numero di delegati. Solo in quella occasione entrerà nella corsa per la nomination l'ex sindaco di New York Mike Bloomberg. La corsa per la nomination dem si concluderà con la Convention nazionale prevista dal 12 al 16 luglio a Milwaukee, in Wisconsin quando verrà ufficialmente nominato il candidato che dovrà sfidare Donald Trump per la corsa alla Casa Bianca nelle elezioni presidenziali del 3 novembre.

Per approfondire:
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