il nodo affluenza

Primarie Pd, la soglia psicologica del milione di voti

di Andrea Gagliardi e Andrea Marini


A Roma l'assemblea Pd per congresso, assente Matteo Renzi

2' di lettura

La data scelta è il 3 marzo. In quell’occasione simpatizzanti e attivisti dem saranno chiamati ai gazebo per eleggere con le primarie il nuovo segretario Pd. I candidati al momento sono sei, dopo la rinuncia di Matteo Richetti (schieratosi a sostegno della candidatura del segretario uscente Maurizio Martina), ma è incognita sui numeri degli elettori ai seggi. Se si considera che in occasione della prima consultazione del 2007 votarono in 3,5 milioni e che da allora il trend è stato quello di un calo progressivo, fino a 1,8 milioni di elettori lo scorso anno, la soglia psicologica sotto la quale si parlerebbe di flop per un partito in crisi di consensi come il Pd si può fissare attorno al milione di votanti.

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I precedenti ai gazebo
Difficile immaginare una massiccia affluenza ai seggi se si considera che il Pd è reduce dalla batosta elettorale del 4 marzo (con il minimo storico di 6,1 milioni di voti, pari al 18,7%) e che le primarie dem hanno visto un costante e inarrestabile calo dei partecipanti. Quell dell’aprile 2017 (svoltesi con sei mesi di anticipo a causa delle dimissioni dell'allora segretario Matteo Renzi dopo la vittoria del No al referendum costituzionale del 4 dicembre 2016) videro la partecipazione di 1.838.938 persone. Renzi si impose col 69,17% su Andrea Orlando e Michele Emiliano ma, rispetto alla precedente tornata, registrarono una flessione di quasi un milione di votanti.

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Il record di affluenza nel 2007
L’8 dicembre 2013, infatti, alle primarie dem votarono in 2.814.881, con Renzi vincitore anche in questa occasione (gli sfidanti erano Gianni Cuperlo e Pippo Civati) con il 67,5% dei consensi. Alle politiche del 24 febbraio 2013, il Pd aveva preso 8,6 milioni di voti (25,4%). Nell’ottobre 2009 i votanti alle primarie furono ancora di più: 3.102.709. In quell’occasione a imporsi fu Pier Luigi Bersani (su Dario Franceschini e Ignazio Marino) con il 53,2%. Alle politiche dell’anno precedente (13 aprile 2008) il Pd aveva superato i 12 milioni di voti (33,18%). Ma il record di partecipazione risale alla prima edizione delle primarie (nell’ottobre 2007) che rappresentò l’atto costituente del principale partito del centrosinistra italiano. In quell’occasione furono in 3.554.169 a recarsi ai seggi. E a imporsi fu Walter Veltroni con il 75,8% dei voti. Il 9 aprile 2006, l’anno precedente, l’Ulivo (il partito “padre” del Pd) aveva preso 11,9 milioni di voti (31,3%).

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