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Primarie Usa: prova di forza di Sanders in Nevada

Sanders sbanca in Nevada e guadagna posizione per la candidatura presidenziale. Supporto dalla comunità ispanica e dai giovani. Prossimo appuntamento al 1 marzo


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Il candidato democratico Bernie Sanders (Reuters)

1' di lettura

Bernie Sanders stravince le elezioni primarie in Nevada e si piazza in pole position per la candidatura democratica alle presidenziali di Novembre. Sanders è alla terza vittoria e impersona sempre più l’anti-Trump: «Abbiamo formato una coalizione multirazziale e multi-generazionale - ha proclamato entusiasta - pronta a vincere non solamente in Nevada, ma in tutto il paese».

Con circa la metà dei seggi scrutinati, Sanders guadagna il 46,6% dei candidati, a fronte del 19,2% del rivale Joe Biden (ex vice presidente di Obama) e del 15,4% di Pete Buttigieg ,il più giovane candidato tra i front runners democratici. La senatrice progressista Elizabeth Warren è ferma al 10,3%.

Secondo i primi sondaggi, Sanders ha avuto supporto soprattutto da quasi la metà della comunità ispanica e della popolazione tra i 30 e i 44 anni e dal 60% dei giovani under 30. Biden, viceversa, ha trovato consenso tra gli over 65 e tra gli afroamericani.

Bernie Sanders, 78enne, si presenta come un democratico socialista, con un programma incentrato sul sistema sanitario pubblico, l’aumento del salario minimo e una legislazione contro le armi.

La competizione prosegue sabato nel North Carolina, dove Biden conta su una forte spinta dei votanti neri.

L’appuntamento clou per le primarie, invece, è il 1 marzo, il “supermartedì” in cui il maggior numero di Stati Usa va alle urne per designare più di un terzo dei delegati che selezioneranno il nome democratico e che sarà il primo test per l’ex sindaco di New York Michael Bloomberg.

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