DOLOMITI

Prime prenotazioni al via, mancano gli stranieri

di Valeria Zanetti

In pista. L'apertura è fissata per il 27 novembre, ma qualche località ha anticipato

2' di lettura

Un coordinamento sovrannazionale per il turismo di tutto l’arco alpino. E regole certe per la permanenza dei clienti nelle strutture ricettive. Sono le richieste degli imprenditori del settore alberghiero, al lavoro in Veneto in vista dell’imminente stagione invernale sulle Dolomiti come sull’Altopiano di Asiago. L’apertura delle piste per gli amanti dello sci e degli sport invernali è fissata per il 27 novembre (Col Gallina ha già anticipato tutti) , ma intanto da settimane fioccano le prenotazioni. «Il ritmo al quale la clientela sta cercando di fissare le camere, almeno fino a Natale, fa ben sperare. Al momento si sono mossi soprattutto i connazionali», fa il punto Marco Michielli, presidente Confturismo Veneto. Le preferenze vanno a Cortina, ma anche gli altri comprensori ricevono richieste. Per l’Altopiano di Asiago, ad esempio, i tour operator vendono pacchetti per tutti i gusti, dal week end, alle settimane bianche. «Gli stranieri invece prenotano per febbraio e marzo. Ma con molta prudenza. Per chi arriva da oltreconfine, in diversi casi, il problema è il green pass, da usare agli impianti di risalita, di cui ad esempio i russi, che negli ultimi anni avevano incrementato le presenze nelle località più prestigiose delle Dolomiti, ma anche cinesi e brasiliani sono sprovvisti, avendo ricevuto altri vaccini», aggiunge. «Servirebbe che tutti i Paesi dell’arco alpino adottassero le stesse misure per evitare che i turisti si orientassero verso destinazioni concorrenti, magari meno rigorose nei controlli. Già lo scorso inverno, le nostre strutture sono rimaste chiuse, a differenza delle svizzere, operative», lamenta Roberta Alverà, presidente degli albergatori di Cortina. L’accesso agli hotel nelle località nazionali non richiede il green pass. «L’obbligo non avrebbe creato alcun problema agli imprenditori del settore ricettivo e ai dipendenti praticamente tutti vaccinati, ma è anche vero che le nostre strutture non sono state mai chiuse per decreto neanche nelle Regioni in area rossa e che gli ospiti sono tutti registrati, con possibilità di ricostruire il tracciamento in caso di positività», riferisce Michielli. Nelle strutture c’è bisogno di mettere a fuoco regole certe per le zone comuni in modo da iniziare la stagione all’insegna della chiarezza con gli ospiti. Due le questioni che sollevano più interrogativi: il buffet a colazione e l’uso della Spa. Le indicazioni sono ancora quelle dei mesi scorsi. «In estate la maggior parte delle lamentele ricevute dalla clientela riguardava l’impossibilità di accedere al buffet della colazione», afferma Michielli. Altro punto dolente riguarda le aree benessere: «Per fruire di piscina e Spa occorre invece il pass. Ancora off limits, per il momento il bagno turco», conclude Alverà.

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