L’IMPATTO DEL VIRUS SUL MADE IN ITALY

Primo crollo dell’export verso la Cina

A febbraio calo del 21,6%, 200 milioni in meno verso Pechino. Nel resto dei paesi extra-Ue il made in Italy continua invece a correre e cresce in media del 6,4%. Bene Stati Uniti, Giappone e Svizzera

di Luca Orlando


Coronavirus, in Cina via le restrizioni nell'Hubei dopo due mesi

2' di lettura

Febbraio. Che pare distante un secolo. Perché ad eccezione della caduta verso la Cina, l’export italiano verso i paesi extraeuropei scatta in avanti come ai bei tempi, crescita del 6,4% su base annua. Stati Uniti, Svizzera e Giappone spiegano l’80% della crescita - commenta l’Istat - con il settore della farmaceutica ancora una volta a fare da traino.

Ad ogni modo i segni meno quasi non esistono, praticamente tutte le aree incrementano gli acquisti nei confronti dell’Italia. Il che, almeno in parte, potrebbe essere legato al temporaneo riorientamento di alcune catene di fornitura, per effetto dello stop in Cina.

Ipotesi. All’interno però di una prima certezza, che riguarda la caduta delle vendite nei confronti di Pechino, che proprio nel mese di febbraio ha subito l’impatto maggiore del coronavirus.

Con la messa in quarantena di decine di milioni di persone a rallentare tutte le attività interne, inchiodando anzitutto alcuni mercati di consumo. Come le vendite di auto, ad esempio, praticamente azzerate. Il gap temporale esistente (le spedizioni via nave impiegano 3-4 settimane per raggiungere dall’Europa la Cina) non consente di leggere in modo lineare gli effetti dello stop, che saranno ben più visibili nella prossima lettura Istat, in grado di tenere conto anche dei vincoli produttivi progressivamente attivati in Italia. E tuttavia la direzione, purtroppo, pare ben tracciata, con un calo dell’export italiano verso la Cina del 21,6% che vale in un solo mese 200 milioni di vendite in meno.

Infine, piccola nota malinconica. Perché mette tristezza (almeno a chi scrive) vedere per la prima volta il Regno Unito classificato tra i paesi extra-Ue. Lo sapevamo da tempo, vederlo nero su bianco anche nelle statistiche pare però ancora più surreale.

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti
Loading...