terzo caso in italia

Primo italiano positivo al coronavirus, è uno dei rimpatriati da Wuhan

È uno dei 56 italiani rimpatriati dalla zona di Wuhan in Cina e trasferito in isolamento nella città militare della Cecchignola. Il soggetto interessato, 29 anni è stato trasferito e posto in isolamento allo Spallanzani

di Marzio Bartoloni

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(AFP)

È uno dei 56 italiani rimpatriati dalla zona di Wuhan in Cina e trasferito in isolamento nella città militare della Cecchignola. Il soggetto interessato, 29 anni è stato trasferito e posto in isolamento allo Spallanzani


2' di lettura

C'è un terzo caso in Italia di Coronavirus, dopo quello dei due cinesi ricoverati allo Spallanzani di Roma. E questa volta si tratta di un nostro connazionale. È uno dei 56 italiani rimpatriati dalla zona di Wuhan in Cina e trasferito in isolamento nella città militare della Cecchignola. Il soggetto interessato, un uomo di 29 anni, emiliano, era in stanza da solo: è stato trasferito e posto in isolamento all'Istituto Nazionale per le Malattie Infettive Spallanzani dove è arrivato «in buone condizioni generali» presentando «un modesto rialzo termico».

La nota dell’Istituto superiore di Sanità sul caso italiano
A confermare la positività del terzo caso di coronavirus, il primo di un italiano, è stato l’Istituto Superiore di Sanità che lo ha comunicato alla task-force del ministero della Salute: si tratta - ricorda l’Iss - di uno dei rimpatriati da Wuhan e messo in quarantena nella città militare della Cecchignola. «Il paziente - avverte la nota - è attualmente ricoverato all'Istituto Nazionale per le Malattie Infettive Lazzaro Spallanzani di Roma con modesto rialzo termico ed iperemia congiuntivale». «L’Istituto - prosegue la nota - sta coordinando l'organizzazione della sorveglianza epidemiologica a livello nazionale e supporta i laboratori di riferimento regionali per garantire una prima diagnosi tempestiva. Nei casi di positività al primo test l'Istituto effettua le analisi di conferma comunicandole alla task-force del ministero della Salute».

Le condizioni dei due turisti cinesi
Intanto restano stazionarie le condizioni della coppia di turisti cinesi ricoverati allo Spallanzani di Roma da quasi una decina di giorni, la cui prognosi resta ancora riservata. Le condizioni della coppia si erano aggravate circa 48 ore fa e, permanendo lo stato di gravità, si trovano ancora in terapia intensiva. I due pazienti ricevono dal 4 febbraio terapia antivirale sperimentale. Tali farmaci sono indicati dall'Organizzazione mondiale della Sanità come i più promettenti sulla base dei dati disponibili. «Il lopinavir/ritonavir - spiega l’Istituto - è un antivirale comunemente utilizzato per la infezione da Hiv che mostra attività antivirale anche sui coronavirus».

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