Medicina

Primo trapianto di cuore di maiale geneticamente modificato su un umano: «Sta bene»

«L’intervento è riuscito, il cuore batte e funziona». Serve tempo per capire l’efficacia: il cuore è stato modificato per evitare crisi di rigetto

Reuters

2' di lettura

Per la prima volta un cuore di maiale geneticamente modificato è stato trapiantato in un paziente nell’ultimo disperato tentativo di salvargli la vita. Il paziente 57enne aveva problemi cardiologici ma non era idoneo per un trapianto di cuore umano e non aveva quindi altre opzioni possibili se non sottoporsi all’intervento altamente sperimentale.

Il University of Maryland Medical Center ha riferito che tre giorni dopo l’intervento David Bennett sta bene. Sebbene sia troppo presto per sapere se l’operazione funzionerà davvero, l’operazione segna un passo importante nella ricerca decennale sull’utilizzo di organi animali per trapianti salvavita.

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L’operazione è durata otto ore ed è stata eseguita a Baltimora. Il nuovo organo «crea il battito, crea la pressione, è il suo cuore - ha detto il Bartley Griffith, direttore del programma di trapianti del centro medico, autore dell’intervento -. Funziona e sembra normale ma non sappiamo cosa succederà domani, non è mai stato fatto prima».

I medici del Centro medico dell’Università del Maryland affermano che il trapianto ha dimostrato che un cuore di un animale geneticamente modificato può funzionare nel corpo umano senza un rigetto immediato.

Il paziente sapeva che non c’era alcuna garanzia che l’esperimento avrebbe funzionato, ma stava morendo e non aveva altra opzione, come ha riferito il figlio all’Ap. «La scelta è tra morire o fare questo trapianto. Voglio vivere. So che è un salto nel buio, ma è la mia ultima possibilità», ha detto Bennett il giorno prima dell’intervento, secondo una dichiarazione fornita dalla University of Maryland School of Medicine.

«Se funziona, ci sarà una scorta infinita di questi organi per i pazienti che soffrono», ha affermato Muhammad Mohiuddin, direttore scientifico del programma di trapianto da animale a uomo dell’Università del Maryland.

Lo scorso anno più di 40mila americani hanno ricevuto un organo trapiantato, un rene per oltre metà di loro, secondo la United Network for Organ Sharing, una non profit che coordina gli sforzi nazionali per procurare organi. Ma c’è una grande carenza, tanto che circa una decina di persone nella lista muore ogni giorno.

Finora i tentativi precedenti di trapianti di questo genere - indicati come xenotrapianti - sono falliti, soprattutto perché i corpi dei pazienti hanno rigettato l’organo animale entro breve tempo. In particolare, nel 1984 la neonata Baby Fae visse 21 giorni con un cuore di babbuino.

La differenza questa volta è che i chirurghi del Maryland hanno usato il cuore di un maiale che era stato sottoposto a modifica genetica per rimuovere zucchero dalle sue cellule, responsabile del rapido rigetto d’organo.


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