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Prinoth potenzia il battipista a idrogeno e inizia la produzione in serie dell’elettrico

Adottato un motore a combustione di idrogeno sviluppato da Fpt Industrial. L’azienda altoatesina del Gruppo HTI festeggia i sessant’anni dal primo gatto delle nevi

di Enrico Netti

2' di lettura

Prinoth festeggia i sessant’anni dall’invenzione del battipista e da il via alla produzione in serie del Husky eMotion, battipista elettrico. «In un momento economico estremamente difficile, come quello dettato dalla pandemia nel dicembre 2020 – dice Klaus Tonhäuser, presidente di Prinoth (Gruppo HTI) - abbiamo voluto mantenere alta la concentrazione su due pilastri della nostra azienda: i nostri collaboratori e i nostri investimenti in ricerca e sviluppo orientati verso una preparazione delle piste sempre attenta all’ecosistema naturale». In quell’occasione furono presentati «l’Husky eMotion elettrico che quest’anno è approdato sul mercato con una produzione di serie, e il Leitwolf h2Motion, il primo battipista al mondo alimentato a idrogeno - continua Tonhäuser -. E ora, giusto in tempo per il sessantesimo anniversario, Prinoth lancia una seconda versione dell'innovativo battipista. Se il prototipo del 2020 funzionava con una cella a combustibile a idrogeno la nuova variante ha invece un motore a combustione di idrogeno sviluppato da Fpt Industrial, che lo rende ancora una volta il primo battipista al mondo del suo genere».

Dal primo gatto delle nevi al battipista ad idrogeno

Dal primo gatto delle nevi al battipista ad idrogeno

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La storia

Fu Ernst Prinoth, ex pilota di Formula 1, a creare nel 1962 nella sua officina meccanica di Ortisei il primo battipista il P60 mezzo che diede il via all’era dello sci moderno alpino. A quel tempo la neve fresca veniva ancora calpestata, o letteralmente “battuta” dalle persone, per poter sciare il più a lungo possibile. A seconda delle dimensioni della pista erano necessarie dieci, venti o centinaia di persone. Senza questa attività, tuttavia, la neve spariva dopo pochi giorni, accumulandosi ai bordi delle piste a seguito delle discese degli sciatori. Il pendio vero e proprio diventava roccioso e anche le discese più semplici diventavano fonte di pericolo e gli incidenti erano all’ordine del giorno. Ernst Prinoth, appassionato sciatore, iniziò a pensare a un mezzo meccanico per lavorare le piste, un mezzo dal peso ridotto e con alte prestazioni. Nel progetto riversò il know how maturato al volante delle auto da corsa creando nel 1962 il primo prototipo di gatto delle nevi che preparava le piste. Il successo arrivò nel 1965 quando Ernst Prinoth preparò le piste per i Campionati Mondiali di Sci a Seefeld, in Tirolo, con il suo primo battipista prodotto in serie, il P15. Nel giro di poche ore, una piccola flotta di battipista portò a termine un compito che prima avrebbe visto impegnate centinaia di persone in molti giorni di lavoro. Fu un successo, l’ex pilota ricevette subito innumerevoli ordini e l'officina gardenese si trasformò ben presto in una piccola multinazionale. Dal 2000 è parte del gruppo High Technology Industries (HTI) Prinoth conta 900 collaboratori in tutto il mondo e quattro siti produttivi: a Vipiteno per i battipista, Granby in Canada per i veicoli cingolati e battipista, Herdwangen in Germania e a St. Peter negli Usa per i mezzi per la gestione della vegetazione mentre la rete di partner di vendita e assistenza è attiva in oltre 80 paesi.

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