ServizioContenuto basato su fatti, osservati e verificati dal reporter in modo diretto o riportati da fonti verificate e attendibili.Scopri di piùCambia la legge 81

Priorità nel lavoro agile ai genitori di under 12

Entrano fra i lavoratori con accesso agevolato anche i caregiver familiari

di Valentina Melis

(len44ik - stock.adobe.com)

2' di lettura

Si amplia la platea dei lavoratori che avranno priorità nella richiesta dello smart working: sia nel settore pubblico, sia nel privato, i datori dovranno riconoscere una via preferenziale alle domande di accesso al lavoro agile presentate da lavoratrici e lavoratori con figli fino a 12 anni, genitori di figli con disabilità o che siano caregiver familiari, cioè che si prendano cura di familiari non autosufficienti. La stessa priorità sarà riconosciuta ai lavoratori con disabilità grave accertata in base alla legge 104/1992.

È il risultato delle modifiche apportate alla legge 81/2017, che regola il lavoro agile, dal decreto legislativo che recepisce la direttiva europea 1158/2019 relativa all’equilibrio fra attività professionale e vita familiare (articolo 4). Queste modifiche, dunque, non sono ancora in vigore, ma lo saranno 15 giorni dopo che il decreto approvato in via definitiva dal Consiglio dei ministri il 22 giugno approderà sulla Gazzetta ufficiale.

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Il decreto aggiunge anche che la lavoratrice o il lavoratore che chiede di fruire del lavoro agile «non può essere sanzionato, demansionato, licenziato, trasferito o sottoposto ad altra misura organizzativa avente effetti negativi, diretti o indiretti, sulle condizioni di lavoro. Qualunque misura adottata in violazione del precedente periodo - continua l’articolo 4 - è da considerarsi ritorsiva o discriminatoria e, pertanto, nulla». E come per una serie di altre disposizioni previste dal decreto di recepimento della direttiva Ue, c’è una sanzione per i datori che non si allineano: il rifiuto, l’opposizione o l’ostacolo alla fruizione del lavoro agile, se rilevati nei due anni che precedono la richiesta della certificazione della parità di genere o di certificazioni analoghe previste dalle Regioni e dalle Province autonome, impediranno al datore di lavoro di avere queste certificazioni.

Le nuove disposizioni di legge sul lavoro agile si intrecciano dunque con le deroghe previste ancora oggi per usare lo smart working come strumento di contrasto della diffusione del Covid, e cioè:

- il prolungamento fino al 31 agosto del regime semplificato (cioè senza gli accordi individuali tra azienda e lavoratore) per attivare lo smart working;

- il prolungamento fino al 31 luglio del diritto allo smart working per i genitori di figli fino a 14 anni, a condizione che in famiglia non ci sia un altro genitore beneficiario di ammortizzatori sociali in caso di sospensione o cessazione dell’attività lavorativa o che non ci sia un genitore non lavoratore, e sempreché questa modalità sia compatibile con le caratteristiche della prestazione.

Il protocollo fra parti sociali sulle misure per contrastare la pandemia aggiornato il 30 giugno scorso auspica peraltro che sia prorogata ulteriormente la possibilità di ricorrere al lavoro agile in maniera semplificata. Alla fine delle regole emergenziali, tornerà a essere applicata nella sua interezza la normativa fissata dalla legge 81/2017 (salvo che non ci siano ulteriori modifiche).

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