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Priorità a misure anti Covid-19, ora si apre la partita del bilancio

In quanto colegislatore il Parlamento europeo ha dato la priorità alle discussioni e alle decisioni sulle misure per fronteggiare l’emergenza anti Covid-19. Ora si aprono le partite del bilancio e del Recovery Fund

di Antonio Pollio Salimbeni

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In quanto colegislatore il Parlamento europeo ha dato la priorità alle discussioni e alle decisioni sulle misure per fronteggiare l’emergenza anti Covid-19. Ora si aprono le partite del bilancio e del Recovery Fund


2' di lettura

In quanto colegislatore il Parlamento europeo ha dato la priorità alle discussioni e alle decisioni sulle misure per fronteggiare l’emergenza anti Covid-19. Già da fine marzo, ha approvato tre proposte chiave: lo sblocco di 327 miliardi per le aree più colpite dalla pandemia da usare per i sistemi sanitari, le piccole e medie imprese, i mercati del lavoro; l’estensione del Fondo di solidarietà alle emergenze sanitarie (disponibili fino a 800 milioni quest’anno); la sospensione temporanea delle norme sull’assegnazione degli slot negli aeroporti per permettere alle compagnie aeree di mantenerla anche se non si effettuano voli. Ad aprile è stato dato il via libera alla flessibilità dell'uso dei fondi strutturali; alle misure di sostegno per agricoltura, pesca e acquacoltura; alla prosecuzione dell’assistenza da parte del Fondo per aiuti agli indigenti. Inoltre è stata approvata la mobilitazione di più 3 miliardi dal bilancio per sostenere direttamente i sistemi sanitari.

A metà maggio i deputati hanno preso posizione sul Recovery Fund, indicando espressamente che si deve puntare a mobilitare almeno 2 mila miliardi di euro e che le risorse reperite sul mercato attraverso l’emissione di obbligazioni comunitarie devono “soprattutto” avere la forma di sovvenzioni agli Stati. I bond comunitari garantiti dal bilancio Ue non esauriscono il problema dei finanziamenti della spesa europea: occorrono nuove entrate “per evitare che un bilancio maggiore comporti anche maggiori contributi diretti da parte degli Stati”. Il Parlamento ha piena voce in capitolo sul bilancio: per i deputati le risorse anticrisi devono sommarsi ai programmi esistenti senza comprometterne i finanziamenti. Di qui la posizione generale nel negoziato con i governi: il Parlamento è pronto a usare il potere di veto nel caso in cui la richiesta di un bilancio più consistente (rispetto alla proposta originaria) non sia accolta. È la vera partita politica delle prossime settimane.

Il Parlamento ha chiesto di istituire un sistema permanente Ue di riassicurazione dell’indennità di disoccupazione, un fondo di solidarietà per il coronavirus di almeno 50 miliardi, maggiori poteri Ue in caso di minacce sanitarie transfrontaliere.

(Il Sole 24 Ore Radiocor Plus)

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