Basilicata

Priorità Parco del Pollino dove l’amianto è in roccia

di Luigia Ierace

Amianto in natura. Il sito orfano San Severino Lucano

2' di lettura

Solo uno dei sei siti orfani lucani, tutti sul versante lucano del Parco nazionale del Pollino, è stato definito prioritario con un finanziamento riconosciuto alla Regione Basilicata di 10.950.000 euro a valere sul Pnrr (Misura M2C4, Investimento 3.4 - Bonifica del “suolo dei siti orfani”). È in provincia di Potenza, a San Severino, in località Visciglie, 97.500 mq di superficie.

I siti orfani lucani sono gli unici in Italia in cui l’origine dell’inquinamento da amianto è naturale. Il superamento della Csc (concentrazione soglia di contaminazione) è dovuto infatti all’uso antropico del territorio interessato da attività estrattive e dall’utilizzo di rocce contenenti fibre di amianto naturale da cave, fronti di scavo denudati e dalla viabilità interpoderale che utilizzando il materiale estratto ha trasportato così l’amianto dal sottosuolo. Cessata l’attività non c'è stato il ripristino del sito, che invece è stato abbandonato.

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Una questione complessa, tenendo conto che il centro storico di San Severino sorge sull’affioramento così come altri siti. È prevista la messa in sicurezza permanente del suolo mediante la realizzazione di una barriera di protezione con tecniche di ingegneria naturalistica per la stabilizzazione dei suoli e dei versanti interessati da processi di alterazione che hanno determinato il superamento della Csc per l’amianto. L’intervento dovrà concludersi il primo trimestre del 2026, ma il Piano è ancora all’approvazione di Mite e Commissione europea.

La presenza naturale di amianto nel Parco del Pollino – sei siti, individuati, su indicazioni della Regione, dal Mite, di 709mila mq per i quali la Basilicata ha chiesto 97 milioni _ è una vera emergenza. Sono 17 le cave mappate dalla Regione, usate per estrarre la materia prima per gli altiforni dell’ex-Italsider di Taranto: difficile trovare ora il responsabile. Di qui la scelta della Regione di dare priorità (anche rispetto a siti industriali) a quest’area che comprende le aree, oltre San Severino, anche di Chiaromonte; Castelluccio Superiore a Latronico ed Episcopia. Anche se non finanziati in questa fase, lo saranno in futuro.

In fase più avanzata è l'intervento sul sito orfano di Terranova del Pollino, località Murge-Pietrasso, finanziato per circa 2,3 milioni, nel “Programma nazionale”( DM n. 269/2020). «Uno dei problemi è evitare che il principio “chi inquina paghi” rimanga sulla carta – spiega Cinzia Pasquale, presidente della Camera forense ambientale nazionale – Serve un efficace sistema di garanzia finanziaria per le responsabilità ambientali».

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