Corporate finance

Private equity, da Panini a Dainese anno record dei fondi in Italia

di Carlo Festa


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(XtravaganT - stock.adobe.com)

3' di lettura

Dalle figurine Panini fino al marchio delle moto Dainese e a quello dei costumi Arena, per continuare con il gruppo Manifattura Valcismon,che produce le maglie da ciclismo Castelli, con il leader italiano degli aromi Aromata, con le macchine per caffè Gaggia e con i ristoranti Temakinho e Old Wild West. Sono numerosi i dossier che sono sul tavolo dei private equity in questi mesi. Del resto, il private equity resta al momento uno dei settori più dinamici in ambito finanziario. Rimane da capire fino a quando durerà l'abbondanza, nel caso lo spread dovesse allargarsi e dovesse peggiorare la situazione dei mercati.

Per ora, nei primi 9 mesi dell'anno, secondo il dato presentato nel convegno organizzato a Milano da Acuris-Mergermarket (in collaborazione con Pwc Italia e Chiomenti) le operazioni di buyout hanno raggiunto livelli record in Italia a quota 15,8 miliardi di euro rispetto agli 8,2 miliardi del 2017.

Più in generale, se si guarda l'intero mercato, Mergermarket ha annunciato che le operazioni di M&A nazionali rimangono stabili, nonostante l’incertezza dei mercati e soprattutto il continuo scontro politico tra il Governo italiano e l'Unione europea che sta peggiorando il contesto per gli investimenti. Al momento comunque, gli investimenti esteri non hanno ancora avuto forte impatto, con le fusioni e acquisizioni che sono leggermente in calo nei primi tre trimestri del 2018, con un valore fino ad oggi pari a 32,2 miliardi di euro rispetto ai 38,2 miliardi di euro del 2017, che era stato caratterizzato dall'operazione del valore di 24 miliardi di euro Luxottica-Essilor, che equivale a più della metà del valore di tutto l'anno.

In termini di operazioni sul mercato interno, vi è stato un sostanziale calo del valore nei primi nove mesi del 2018 (11,2 miliardi di euro) rispetto al 2017 (21,8 miliardi). Ciò indica che l'Italia ha avuto maggiori operazioni interne nel 2017 rispetto a quelle viste nel 2018. Quest'anno il Paese ha affrontato difficili condizioni politiche, con le imprese che si sono trovate ad affrontare le incertezze sui mercati finanziari, ma nell'anno in corso il valore degli accordi di M&A rimane solido.

MERCATO CROSSBORDER M&A DAL 2013 AD OGGI

Valore dei deal in miliardi di euro

MERCATO CROSSBORDER M&A DAL 2013 AD OGGI

«L'appetito strategico – ha spiegato Massimo Benedetti, Partner e Deals Leader di PwC Italia - per accedere al forte design e alle capacità manifatturiere delle imprese italiane unito alle maggiori barriere per gli investitori internazionali in altri Paesi stanno, per ora, compensando le incertezze che hanno contribuito ad aumentare lo spread italiano sui mercati finanziari. Queste tematiche devono però essere affrontate con urgenza, per evitare l'allarme e l'inserimento nella black list da parte degli investitori che potrebbe scoraggiare i sostenitori anche strategici nel breve termine».

«L'Italia – ha commentato Filippo Modulo, Managing Partner di Chiomenti - è un mercato molto attivo al momento, con asset di alta qualità e transazioni strategiche in programma. Vediamo infrastrutture, istituzioni finanziarie e telecomunicazioni come i settori più promettenti per un 2019 che si prospetta molto interessante».

Secondo Giovanni Amodeo, Global Head of Research and Editorial Analytics di Acuris, «Il private equity continua a essere vitale per il dealmaking italiano e con una liquidità e delle condizioni di finanziamento favorevoli, possiamo aspettarci che l'Italia mantenga questi livelli elevati nei prossimi mesi».

Nel dettaglio, le operazioni di buyout nel private equity hanno rappresentato anche un fattore chiave per l'attività italiana quest'anno raggiungendo livelli record, con un valore di 15,8 miliardi rispetto agli 8,2 miliardi del 2017. Il mercato italiano del private equity sta seguendo una tendenza osservata altrove dove attività simili stanno ottenendo buoni risultati grazie a opzioni di finanziamento prontamente disponibili e un maggiore interesse da parte degli investitori, che sono alla ricerca di rendimenti migliori rispetto a quelli offerti da opzioni di investimento più tradizionali. E con le grandi quantità di liquidità a disposizione del private equity è probabile che tale trend prosegua anche nel 2019.

I BUYOUT IN ITALIA

I BUYOUT IN ITALIA

Uno dei più importanti deal di quest'anno è stato l'acquisizione di Versace da parte di Michael Kors, a dimostrazione dell'interesse internazionale per una delle maggiori esportazioni italiane. Il settore dei consumi è stato per lungo tempo uno dei settori più importanti del Paese, legato all'operazione Luxottica-Essilor del valore di 24 miliardi annunciato lo scorso anno.

Il più grande accordo in Italia nel 2018 è stato invece fino ad ora fino ad ora l'operazione CK Hutchinson Holdings Limited e Wind Tre valutato 8,1 miliardi di euro, che riflette la tendenza globale di interesse per il settore dei media e delle telecomunicazioni in continua evoluzione.

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