AIFI

Private equity, raccolta in calo del 54% nel 2019

Nell’anno prima della crisi anche gli investimenti in frenata per il confronto con i record del 2018. Cipolletta: in Italia il Pil scenderà del 5% poi ci sarà il rimbalzo

di Mara Monti

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Innocenzo Cipolletta, presidente Aifi

Nell’anno prima della crisi anche gli investimenti in frenata per il confronto con i record del 2018. Cipolletta: in Italia il Pil scenderà del 5% poi ci sarà il rimbalzo


2' di lettura

Investimenti e raccolta in calo per il private equity e venture capital nel 2019, nell’anno prima della crisi del coronavirus. Dati che secondo l’Aifi l’associazione che raggruppa gli operatori del settore, si sono dovuti confrontare con i record dell’anno precedente. E così se l’ammontare investito si è attestato a 7,2 miliardi di euro in diminuzione del26% rispetto all’anno precedente(9.788 milioni di euro), la raccolta è scesa del 54% pari a 1,6 miliardi di euro rispetto ai 3,4 miliardi dell'anno precedente.

I dati fanno parte dell'analisi dell’Associazione italiana del private equity, venture capitale private debt (Aifi),in collaborazione con PwC. Sul fronte degli investimenti, rispetto all'anno precedente, che aveva registrato, grazie a numerose operazioni di significativa dimensione,i volumi più alti mai riscontrati nel mercato italiano (9,8 miliardi), benché in diminuzione, l’ammontare investito rimane comunque il terzo valore
più alto osservato in Italia. Escludendo dalle analisi le infrastrutture, protagoniste nel 2018, il dato del 2019 (6,7 miliardi di euro) risulta in linea con l'anno precedente (6,7 miliardi di euro ).

Riferendosi alla crisi in corso, il presidente di AIFI Innocenzo Cipolletta ha detto che «l’evento che stiamo vivendo provocherà una forte caduta del Pil, vicina o superiore al 5 per cento. Percentuali che non abbiamo mai visto in vita nostra. Poi avremo un rimbalzo - ha aggiunto -. Bisogna creare le condizioni perchè le imprese possano beneficiarne. Noi abbiamo una responsabilità importante perchè gestiamo le piccole e medie imprese. L’analisi che faremo per il 2020 porterà a risultati sconvolgenti. Questo evento che ci ha colpito sta bloccando il sistema economico e dal governo sono arrivate delle decisioni e dei provvedimenti corretti e intelligenti».

Parlando di come Aifi stia affrontando la crisi, Cipolletta ha fatto notare che «tutti i nostri operatori sono impegnati nel garantire risorse alle imprese in modo da garantire che il sistema produttivo non venga danneggiato in modo irreversibile. Riteniamo, infatti, che dopo il crollo del Pil ci sarà un rimbalzo, speriamo a partire dal 2021, e quindi le nostre imprese devono trovarsi nelle condizioni di cogliere questa opportunità».

Una crisi diversa quella del coronavirus da quella del 2008 di natura finanziaria e si propagò all'economia reale. Nel caso della pandemia in corso « la crisi è inversa perchè è iniziata nel sottobosco delle attività produttive per poi propagarsi al sistema finanziario. La caduta del Pil attuale sarà più forte rispetto a quella del 2009, ma ci attendiamo un rimbalzo se già nell'estate la situazione dovrebbe normalizzarsi».

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