Immobili

Privati in gara con gli istituzionali

Sale l'importo del singolo investimento di famiglie e club deal nel mattone a reddito o da valorizzare. Firmato l’acquisto per 102 milioni di euro dell’asset di via Margherita a Milano da parte di un club deal organizzato da Mediobanca

di Paola Dezza


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3' di lettura

Un interesse sempre più strutturato verso il mattone, per porsi quasi sullo stesso piano degli investitori istituzionali. È un approccio più organico quello che viene utilizzato negli investimenti immobiliari da parte di grandi famiglie e family office che gesticono patrimoni imponenti.

«Un trend sempre più rilevante - dice Stephen Coticoni, ceo advisory & head of services di Bnp Paribas real estate -. I clienti privati entrano ormai nel real estate al pari degli istituzionali». Accanto a questa tipologia di investitori ci sono però famiglie italiane che hanno già patrimoni immobiliari imponenti, accumulati da generazioni, formati da immobili non sempre redditizi o rivendibili sul mercato.

Le società di consulenza quindi lavorano su più livelli, per effettuare una rotazione per rendere più efficienti e diversificati i portafogli già in carico a molte famiglie facoltose, ma anche per proporre opportunità che in genere si focalizzano su tre settori principali: il residenziale, gli uffici su larga scala e le High street.

«Intesa Sanpaolo Private Banking segue 37.800 gruppi familiari, clienti del wealth management, per complessive masse gestite superiori a 100 miliardi - spiega Stefania Pedroni, responsabile competence center Hnwi della divisione Private Banking della banca -. Per molti clienti abbiamo rilevato un incremento dell’attenzione rivolta verso il real estate, interesse che deve essere guidato da specialisti». Il team di Intesa Sanpaolo non costituisce club deal, ma intercetta questa domanda, soprattutto per asset a reddito. «La domanda più rilevante della clientela wealthy è però rivolta a come gestire un piano di valorizzazione del proprio proprio patrimonio» conclude Pedroni.

Da qualche anno un trend importante è stato quello di cavalcare il successo del segmento degli affitti brevi. «Già 3 o 4 anni fa c’è stato chi si è mosso, come pioniere, per comperare diversi appartamenti e gestirli con locazioni a breve termine - dice Gianluca Serra, responsabile Wealth Advisory di Kairos -. Ma le scelte di investimento cambiano in base alla dimensione del portafoglio. Abbiamo clienti che hanno la seconda, la terza e anche la quarta casa, ma per portafogli oltre 40 milioni di euro è più facile che si percorra la strada del club deal».

Resta il fatto che l’interesse degli investitori italiani per il mattone è ormai un dato storico. Nei dati (2017) di Aipb, l’associazione italiana private banking, nei portafogli degli High net worth individual (Hnwi) l’immobiliare pesa per il 40%, percentuale decisamente elevata rispetto a una normale diversificazione degli investimenti.

Solo a Milano sono state diverse le operazioni chiuse di recente da club deal o singole famiglie. Il Palazzo dell’Informazione di piazza Cavour finirà (per adesso è stato firmato il preliminare) alla famiglia Rovati, che ha partecipato alla gara accanto a investitori internazionali e ha vinto offrendo ben 175 milioni di euro. Un deal che mostra come la size degli investimenti privati sia sempre più alta, rispetto ai 15-20 milioni di media che erano la regola fino a qualche tempo fa. Di contro gli istituzionali cercano anche operazioni più piccole pur di trovare iniziative remunerative.

Se fino a ieri i club deal tra diversi investitori venivano istituiti per realizzare acquisti immobiliari finalizzati allo sviluppo o alla riqualificazione di un edificio per poi venderne la proprietà, oggi puntano anche su asset a reddito da tenere in portafoglio.

Altro esempio è la gara per la vendita dell’immobile di via Santa Margherita di proprietà di Blackstone e gestito da un fondo immobiliare di Kryalos Sgr. Ad aggiudicarsi l’asset per 102 milioni di euro (transazione firmata qualche giorno fa) è stato un club deal coordinato da Mediobanca private banking, cui hanno aderito alcuni clienti della divisione private. Questa è una novità rilevante per il mercato real estate italiano: si tratterebbe infatti del primo club deal finalizzato a un investimento immobiliare a reddito.

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