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Privatisti con moto in attesa dell’ok per fare gli esami

Recepimento in extremis per la direttiva Ue che liberalizza le cilindrate

di Maurizio Caprino

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(AdobeStock)

Recepimento in extremis per la direttiva Ue che liberalizza le cilindrate


2' di lettura

Dal 1° novembre dovrebbe essere possibile prendere la patente per A2 facendo l’esame con la propria moto anche se ha una cilindrata relativamente bassa, senza quindi doverne noleggiare una da una scuola guida. Inoltre, chi passa l’esame pratico su un veicolo con cambio automatico potrà poi mettersi alla guida anche di mezzi con cambio manuale, se in passato ha già preso una patente dimostrando di saper usare anche il cambio manuale. Ma queste novità rischiano di slittare: non è detto che la norma che le sblocca sia pubblicata in tempo.

Infatti, le due novità sono contenute nella direttiva Ue 2020/612 del 4 maggio, che modifica due punti della 2006/126 CE e stabilisce che le nuove regole si applicano dal 1° novembre. Ma normalmente le direttive possono essere applicate solo se c’è una norma nazionale di recepimento. Che in questo caso è pronta, ma è ancora al vaglio della Corte dei conti, alla quale il ministero delle Infrastrutture l’ha inviata il 9 ottobre per la necessaria registrazione.

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Un’operazione che non dovrebbe presentare particolari difficoltà, visto che le novità non comportano oneri aggiuntivi per il bilancio dello Stato e negli ultimi anni c’è la determinazione di non accumulare ritardi (e procedure d’infrazione) nel recepimento di direttive europee. Ma l’emergenza coronavirus ha rallentato molte attività della pubblica amministrazione, che già di per sé non è veloce. E poi va considerato che ci vorrà un ulteriore passaggio: la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale.

Non si può quindi escludere che le regole attuali restino in vigore anche dopo il 1° novembre, per un certo periodo. A quel punto, chi ha fretta può solo sperare di ottenere un’applicazione delle nuove regole chiedendola (alla Motorizzazione o a un giudice) in virtù del fatto che esse già nella direttiva sono stabilite in modo inequivoco e completo.

In effetti, già il testo della direttiva precisa che:

la patente interessata all’abbassamento della cilindrata (da 400 a 250 centimetri cubici) della moto utilizzabile per l’esame è la A2 (quella che consente di guidare motocicli di potenza non superiore a 35 kW con un rapporto potenza/peso non superiore a 0,2 kW/kg e che non siano derivati da una versione che sviluppa oltre il doppio della potenza massima), piuttosto richiesta dai molti che vogliono utilizzare uno scooter;

le limitazioni di guida attualmente annotate sulla patente di chi si presenta all’esame con un veicolo con il cambio automatico o comunque senza il comando della frizione (si possono condurre solo mezzi con trasmissione analoga, articolo 116, comma 5 del Codice della strada) non vanno più riportate sulle nuove patenti BE, C1, C1E, D1 e D1E, purché il candidato sia già titolare di una licenza di guida di categoria B, BE, C, CE, C1, C1E, D, DE, D1 o D1E ottenuta su un veicolo con cambio manuale (finora di questo beneficio ha goduto solo chi prendeva una patente C, CE, D e DE).

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