industria cartaria

Pro-Gest vola con i ricavi e aumenta i prezzi contro la concorrenza asiatica

di Katy Mandurino

Cartiera Villa Lagarina

3' di lettura

Una concorrenza sempre più spietata ha reso problematico in Italia il mercato della carta e del cartone. Al netto della presenza di investimenti stranieri – come succede nel polo cartario di Lucca – le industrie italiane della carta e del cartone devono fare i conti con la concorrenza asiatica, che sta attuando una politica molto aggressiva, da una parte “rastrellando” grandi quantità di materia prima, cioè carta da macero, e dall’altra mantenendo i prezzi finali a livelli minimi, grazie ad una manodopera dal costo estremamente basso.

La conseguenza è stata un innalzamento del prezzo della carta che ha portato a ridurre drasticamente i margini delle imprese italiane che hanno invece mantenuto, per essere competitivi, i prezzi del prodotto finito bassi. Ma la qualità del made in Italy resta molto alta e per opporre una strategia che possa rivelarsi vincente, il Gruppo Pro-Gest, azienda trevigiana, tra i big in Italia nella produzione di carta, cartone, imballaggi e packaging, oltre che una delle maggiori realtà in Europa nel comparto del riciclo, ha deciso di ritoccare verso l’alto il prezzo sia del foglio di cartone che della scatola finita.

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«Abbiamo deciso, dal 3 luglio, di aumentare il costo del 6-7% - spiega il presidente del gruppo Bruno Zago – per poter cercare di tener testa con la qualità ad una concorrenza spietata che sta portando ad una nuova crisi l’intera filiera. Spero che i miei colleghi mi seguano in questa battaglia, molto rischiosa, ma, secondo me, necessaria». «Si tratta - continua Zago - di un aumento minimo, che non ci porta fuori prezzo; in Italia facciamo un buon prodotto e forniamo servizi aggiuntivi veloci e di qualità. Le aziende italiane stanno soffrendo troppo, hanno bisogno di una remunerazione maggiore. Il mercato del foglio di cartone e della scatola (a differenza di quello della carta che segue logiche più internazionali) ha tempi di reazione più lenti che vanno supportati attraverso prezzi che siano congrui e adeguati alla qualità e al valore aggiunto espresso dai prodotti made in Italy».

La Pro-Gest - 21 aziende - ha appena approvato il bilancio 2016, con dati importanti e un Ebitda da record: il fatturato consolidato del 2016 è stato pari a 445 milioni di euro, con un Ebitda di 103,71 milioni (pari al 23%), il più alto in assoluto raggiunto dal gruppo. I primi dati del 2017 - il primo semestre ha fatto registrare ricavi per 250 milioni – sono in linea con quello dello stesso periodo del 2016.

Molti gli investimenti fatti nel corso degli ultimi due anni per rafforzare le divisioni che compongono la filiera integrata del Gruppo: dal riciclo della carta al packaging. Tra questi, i 17 milioni di euro per la ristrutturazione della Cartiera di Carbonera (Padova) e il rafforzamento della divisione recycling grazie allo stabilimento di Badia Polesine (Rovigo) che chiuderà in maniera positiva il primo anno di riavvio. Continua la crescita di Trevikart, fiore all’occhiello della divisione packaging, che mira a raggiungere da sola i 100 milioni di euro di fatturato (nel 2016 erano 92). Su questo risultato influisce il completamento del trasloco dello stabilimento di Carnate (Monza e Brianza), che tra il 2015 e il 2016 ha già aumentato il fatturato del 15%. La nuova sede che trova spazio in un sito di 100mila mq darà la possibilità di continuare a crescere a doppia cifra anche in futuro. In positivo anche lo stabilimento di Modugno (Bari) per il quale è previsto il raddoppio dell’impianto, da 13mila a 29mila metri quadri.

Per la divisione Cartiere, si avvicina il momento del riavvio dello storico impianto di Mantova: l’investimento di oltre 200 milioni si può dire completato e la nuova macchina continua è installata; nel prossimo quadrimestre è previsto il completamento dei lavori accessori di tutte le aree necessarie all’operatività. L’auspicio è di ripartire con la produzione entro la fine del 2017.

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