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Probios investe nel senza zucchero per crescere all’estero

Obiettivo è portare la quota di vendite oltreconfine dall'attuale 25% al 40%. Fatturato a 32 milioni di euro performance sopra la media del settore

di Natascia Ronchetti

La linea senza zuccheri aggiunti di Probios

3' di lettura

Dal cibo salutistico ai prodotti gluten free per arrivare a quelli a dolcificazione naturale. Con la pandemia di Covid-19 che ha accentuato tre grandi tendenze che si stanno affermando nel settore alimentare, Probios alza l'asticella: investe sulla linea senza zuccheri aggiunti e contemporaneamente si prepara per un piano di espansione all'estero che in tre anni dovrà portare la quota di export dall'attuale 25% al 40%.

Un altro step di un percorso di crescita che per l'azienda di Calenzano, in provincia di Firenze, non si è mai fermato da quando nacque, 43 anni fa, aprendosi uno spazio in un mercato allora agli albori, quello del food biologico vegetariano. Una scelta di campo pionieristica.
«E siamo tuttora convinti che sia questa la sola strada percorribile – dice oggi Renato Calabrese, direttore generale di Probios –. Questo perché il sistema bio è l'unico in grado di garantire il rispetto del suolo, senza uno sfruttamento del terreno, che nel tempo può essere irreversibile».

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L'azienda toscana, che chiuderà il 2022 con 32 milioni di euro di fatturato (un milione in più rispetto allo scorso anno), oggi ha un'offerta di oltre mille prodotti bio, di cui 450 gluten free – 160 sono anche mutuabili dal servizio sanitario nazionale – e 140 senza latte. E, con circa cento dipendenti tra diretti e indiretti, è ormai presente in più di 4 mila punti vendita, tra Italia e Paesi esteri.

Dopo essere riuscita a mitigare il forte rincaro dei prezzi delle materie prime, grazie anche a un rapporto consolidato con le aziende agricole della filiera (per il 75% italiane), Probios concentra ancora una volta gli sforzi sulla attività di ricerca e sviluppo, che mediamente assorbe il 3% dei ricavi, per nuovi prodotti adeguati all'andamento della domanda.

«Una quota per l'innovazione che è già stata confermata anche per il 2023 – prosegue Calabrese -. Abbiamo sviluppato un know-how specifico nel segmento del food senza zuccheri aggiunti. Dai prodotti dolci da forno alle composte di frutta siamo convinti che la richiesta continuerà a crescere. Parliamo di un segmento che oggi costituisce per noi il 15% del fatturato. Il nostro obiettivo è di portarlo al 20% entro la fine del prossimo anno».

Un traguardo che sembra essere a portata di mano alla luce dell'andamento dell'ultimo periodo. Le vendite di prodotti a dolcificazione naturale di Probios, infatti, nel 2021 sono aumentate del 20%, praticamente il doppio rispetto alle performance del comparto, cresciuto del 10,6%. Numeri che hanno contribuito in modo decisivo all'incremento dei ricavi e ai quali vanno aggiunti quelli relativi alla linea gluten free, che ha messo a segno un incremento del 12%.

La scommessa sui prodotti senza zuccheri aggiunti si accompagna al piano di crescita oltreconfine. Oggi Probios è presente in 50 Paesi e in Germania anche con una consociata (Probios Deutschland) per la distribuzione nell'area europea di lingua tedesca. L'attenzione si rivolge adesso verso gli Stati Uniti, mercato dal quale arrivano segnali di un forte sviluppo della domanda nei prossimi anni, verso la Francia, dove è abbastanza radicato il consumo di cibo salutistico, e verso i Paesi scandinavi.

«Siamo dell'idea che in questi sbocchi commerciali ci siano ampi spazi di sviluppo – spiega Calabrese –. E nonostante le condizioni patrimoniali e finanziarie dell'azienda siano buone i risultati si raggiungono con maggiore facilità in un contesto geopolitico di stabilità: il conflitto in corso tra Russia e Ucraina non aiuta. Per questo stiamo ripensando la strategia. Inizialmente avevamo puntato sull'apertura di nuove filiali, adesso privilegiamo partnership con produttori o distributori locali nei bacini target». Tra le ultime linee lanciate da Probios c'è quella nickel free: i primi prodotti conservieri al pomodoro, in Italia, senza nickel.

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