RICERCA censis

Problemi d’udito per 7,3 milioni di italiani, uno su due chiede di ripetere l’ultima frase

In aumento l’ipoacusia soprattutto tra gli over 80 (+12,2%) ma anche nella fascia d’età 46-60 anni (+9,8%). Nel 2050 a rischio 10-11 milioni di persone. Soddisfatto l’81% degli utilizzatori di protesi acustiche

di Ernesto Diffidenti


Udito: se diminuisce che fare?

2' di lettura

Una persona su due chiede alle persone di ripetere ciò che è stato appena detto oppure ha difficoltà ad ascoltare parole sussurrate, mentre una su tre ascolta con difficoltà i programmi tv o radiofonici. I disturbi dell’udito, secondo una ricerca condotta dal Censis, colpiscono ormai 7,3 milioni di italiani, il 12% della popolazione, in aumento del 4,8% tra il 2012 e il 2018. Il problema è più diffuso tra gli over 80 (+12,2% nello stesso periodo) e tra le persone nella fascia d'età 46-60 anni (+9,8%).
«Si può stimare - afferma il Censis - che nel 2025 il numero di persone con un calo uditivo autodiagnosticato saranno 8 milioni e che diventeranno tra i 10 e gli 11 milioni nel 2050». Persone che nel 39,3% dei casi «hanno una percezione d’insicurezza con un impatto sulle relazioni familiari e la vita lavorativa».

I numeri dell’indagine
Secondo lo studio del Censis solo il 29,5% con problemi di udito utilizza una protesi acustica. E chi ha provato il rimedio registra un miglioramento nella capacità di comunicare (78%), nel senso di sicurezza (74%) e nella fiducia in se stessi (69%). L’85% degli utilizzatori si sente più sicuro a guidare e ad affrontare il traffico mentre solo il 6% dei possessori afferma di non utilizzare il proprio dispositivo. La ricerca del Censis, sviluppata con il contributo di Confindustria Dispositivi Medici, Anifa (Associazione nazionale importatori e fabbricanti audioprotesi), Ana (Associazione italiana audioprotesisti) e Anap (Associazione nazionale audioprotesisti professionali), scatta anche una fotografia del settore. Tra produzione e distribuzione, la filiera delle protesi acustiche comprende circa 5mila audioprotesisti, 800 audiometristi, 15mila addetti al back office, 500 addetti alla produzione, 2.100 centri acustici full time e 3mila centri di assistenza part time, con una copertura che raggiunge l’80% dei comuni italiani. Nel 2017 la somma investita in R&D dalle più importanti aziende produttrici a livello mondiale è stata pari a 418 milioni di euro, in costante crescita dal 2010.

La soddisfazione dei pazienti
«Il dato che emerge con chiarezza è la capacità del sistema delle protesi acustiche di rispondere in maniera efficace ai bisogni dei pazienti», ha detto Ketty Vaccaro, responsabile dell'Area Welfare e salute del Censis. «La soddisfazione del paziente è testimoniata dai dati (l'81% di soddisfatti della propria protesi acustica, l’86% della professionalità dell’erogatore) che corrispondono a livelli di soddisfazione tra i più alti d'Europa». Con l’81% degli utilizzatori di protesi acustiche che si dichiara molto o abbastanza soddisfatto (+11% rispetto al 2012), conclude la ricerca, «l’Italia si colloca ai vertici europei nella graduatoria di gradimento complessivo, seconda solo alla Francia (82%), ma al primo posto come gradimento da parte di coloro che si sono avvalsi del sistema di rimborso previsto dal Ssn (86%)». Un gradimento che si estende anche alla professionalità dell'audioprotesista (86%), alla qualità del servizio di prova (86%), nonché all’efficacia complessiva in termini di miglioramento dell'udito, come la chiarezza percepita del suono (83%).

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti
Loading...