dopo il sÌ degli sherpa

Procedura Ue sul debito, Governo nell’angolo

dal nostro corrispondente Beda Romano


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2' di lettura

BRUXELLES – Il governo Conte appare sempre più nell'angolo. Meno di una settimana dopo la pubblicazione da parte della Commissione europea di un clamoroso rapporto sul debito pubblico italiano, i partner europei hanno ritenuto oggi a livello tecnico che una procedura per debito eccessivo contro l'Italia è giustificata. Nel frattempo, il presidente dell'esecutivo comunitario Jean-Claude Juncker ha esortato il paese a rimettere in careggiata i propri conti pubblici, facendo trasparire preoccupazione.

Secondo le informazioni trapelate a Bruxelles, i direttori dei Tesori nazionali hanno confermato la valutazione negativa della Commissione europea, ritenendo giustificata una procedura per debito eccessivo, mai utilizzata finora in 20 anni di moneta unica. La presa di posizione verrà ora trasmessa allo stesso esecutivo comunitario che dovrà decidere se presentare ai ministri delle Finanze una raccomandazione in tal senso.

Su questo fronte, sempre oggi il presidente Juncker non ha nascosto preoccupazione. «Penso che l'Italia corra il rischio di rimanere intrappolata per anni in una procedura per debito eccessivo, e vorrei evitarlo, ma questo dipenderà dagli impegni che il governo italiano prenderà». L'uomo politico ha poi precisato che «quello dell'Italia è un problema serio» e alla domanda se il paese fosse un pericolo per la stabilità finanziaria della zona euro ha risposto: «Non ancora».

«Abbiamo introdotto misure di flessibilità» e «il riconoscimento delle riforme strutturali, tenendo conto dei cicli economici e dei terremoti e di altri problemi. Ma nessuno in Italia lo sa perché il governo italiano dà l'impressione che la Commissione sia contro il Sud Europa e questo è sbagliato». Il presidente Juncker ha poi aggiunto: «Non voglio umiliare la Repubblica italiana con dichiarazioni pubbliche (…) ma riteniamo che si stia muovendo in una direzione sbagliata».

La decisione di Bruxelles se trasmettere ai governi una raccomandazione in vista di una procedura si baserà sull'opinione dei direttori dei Tesori, sulle misure che il governo Conte potrebbe decidere di adottare per rimettere ordine nei conti pubblici, e sui segnali lanciati dai partner europei. Proprio questa settimana, giovedì e venerdì, si terrà una riunione dei ministri delle Finanze in Lussemburgo durante la quale la questione potrebbe essere trattata almeno informalmente.

A questo riguardo, non si può escludere che l'opinione tecnica approvata oggi indichi a Bruxelles di tenere in conto eventuali nuovi passi italiani. Secondo le regole europee, i ministri hanno tempo fino al 1 agosto per prendere posizione. Per questo motivo si presume che la Commissione presenti la sua eventuale raccomandazione entro la riunione ministeriale dell'8-9 luglio. Ciò detto, la tempistica non è scritta nel marmo e vi è spazio per rallentare il passo, se così volessero i governi europei.

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