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Procedura Ue, la linea Conte-Tria messa in crisi da Salvini e Di Maio

Finora la Commissione non ritiene soddisfacente la promessa che nel 2020 l’Italia rispetterà il patto di stabilità: la ragione è che le indicazioni e le dichiarazioni dei vicepremier sul programma di riduzione delle imposte e l’espansione della spesa pubblica la smentiscono

di Antonio Pollio Salimbeni


Conte: situazione difficile, confido di evitare la procedura Ue

1' di lettura

La stretta del negoziato tra Italia e Commissione europea sarà in terra giapponese, a Osaka, nel quadro delle riunioni del G20 venerdì e sabato. Agli scambi di informazioni e alla discussione sugli impegni che il premier Conte dovrà mettere sul tavolo europeo per evitare la procedura sul debito è legata l’evoluzione della situazione.

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Finora la Commissione, a quanto risulta a Radiocor, non ritiene soddisfacente la promessa che nel 2020 l’Italia rispetterà il patto di stabilità: la ragione è che le indicazioni e le dichiarazioni dei vicepremier Luigi Di Maio e Matteo Salvini sul programma di riduzione delle imposte e l’espansione della spesa pubblica la smentiscono. Di fatto, è in gioco la stessa credibilità, intesa come capacità effettiva di rappresentare i partiti della maggioranza, di chi tratta con Bruxelles, cioè Conte e Tria .

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Mentre per i conti del 2019 ci sarebbe margine per un compromesso, visti i nuovi dati forniti dal ministro Tria sulle maggiori entrate e le minori spese, il vero scoglio del confronto Bruxelles-Roma è sul 2020. A Bruxelles vedono con preoccupazione il continuo rinvio delle decisioni (ultimo l'assestamento di bilancio atteso lunedì e non più mercoledì). La Commissione vuole impegni formali sulla riduzione del deficit strutturale, non promesse generiche.

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