IL NEGOZIATO CON LA UE

Conte: ridurremo debito con entrate non stimate. Moscovici: pronti a considerare nuovi elementi

di Nicola Barone


Il commissario Ue agli Affari economici Pierre Moscovici (Ap)

2' di lettura

«Sicuramente riusciamo a ridurre il debito in una maniera che forse neppure ci aspettavamo, riusciamo a mantenere le promesse, abbiamo entrate più cospicue rispetto a quelle che avevamo prudenzialmente stimato». È l'assicurazione del presidente del Consiglio Giuseppe Conte arrivata nel corso di un forum all'agenzia Ansa. Ormai si può considerare messa a punto la lettera formale indirizzata alle istituzioni europee, «sarà l'occasione per ribadire come da un lato vogliamo rispettare il patto di stabilità e crescita e riteniamo che la manovra sia in linea, ma dall'altro lato non vogliamo rinunciare a offrire un contributo critico alle regole Ue. È il momento di affrontare e aggiornare le regole europee».

Nelle ultime ore si è animato il confronto all'interno della maggioranza in vista dei passaggi chiave che attendono l'esecutivo. «Il primo incontro di lunedì sera è servito a guardarci negli occhi, era tempo che non lo facevamo», registra il premier. «C'è stato un clima di ritrovata fiducia, sereno, di dialogo e oggi ci siamo ritrovati per una riunione economica, chiesta da me, per iniziare a impostare la manovra economica. E anche da questa mattina ne traggo un'impressione molto positiva, sono ottimista». In ogni caso viene escluso apertamente un rimpasto nella squadra dei ministri.

Intanto Bruxelles è pronta a considerare nuovi elementi che arriveranno da parte italiana ma non vuol perdere tempo. Almeno questo il messaggio del commissario agli affari economici Pierre Moscovici rivolto a Palazzo Chigi dopo il sostegno alla linea comunitaria sulla procedura per violazione della regola del debito da parte dei ministeri del Tesoro degli Stati membri della Ue e prima della riunione dell'Eurogruppo, domani a Lussemburgo. Moscovici ha indicato di aver parlato stamattina con il presidente dell'Eurogruppo Mario Centeno aggiungendo di aver ottenuto, da lui, pieno sostegno. «Siamo impegnati - chiarisce Moscovici - ad applicare in modo intelligente le regole di bilancio, perché è il modo in cui ci siamo mossi nel nostro mandato, ma nessuno deve avere dubbi che applicheremo quelle regole se i criteri non saranno rispettati».

A stretto gira l’avvertimento di Giovanni Tria. «Non possiamo assolutamente andare in procedura d'infrazione. Dobbiamo assolutamente trovare un compromesso in un dialogo costruttivo per una soluzione nell'interesse dell'Italia ma anche dell'Europa. La situazione non è facile ma non è disperata, i fondamentali sono buoni, ce lo riconoscono in tutto il mondo». Più "politica" la replica di Salvini. «Oggi ci siamo trovati (un riferimento al vertice a 4 a Palazzo Chigi con Conte, Tria e Di Maio) dicendo che una Commissione uscente, vecchia, delegittimata dal voto di milioni di europei la settimana scorsa - ha sottolineato il ministro - non può prendere decisioni o imporre scelte o sanzioni a governi e
popoli». La procedura d’infrazione Ue, se è vero che viene proposta dalla Commissione europea, entra in vigore solo con l’approvazione del Consiglio Ecofin, cioè dei ministri delle Finanze europei e dunque è una decisione collettiva dei governi Ue.

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