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Processo Condor, l’Italia chiede l’estradizione per 3 ex militari cileni

La vicenda risale alle dittature militari nel sud america e riguarda anche i 2 desaparecidos italiani Juan Josè Montiglio e Omar Venturelli

di Marcello Frisone

2' di lettura

Processo Condor, è il momento dei conti con la storia. La ministra della Giustizia, Marta Cartabia, ha firmato - a quanto si apprende da fonti di via Arenula - la richiesta di arresto provvisorio e di estradizione per 3 ex militari cileni, condannati in via definitiva all’ergastolo, per l’omicidio e la sparizione di 2 cittadini italiani ((Juan Josè Montiglio e Omar Venturelli), negli anni delle dittature in Sud America. La richiesta è stata inoltrata all’ambasciata italiana a Santiago del Cile, dopo la localizzazione dei 3 ex componenti dell'esercito cileno.

Chi sono i 3 ex militari cileni

Si tratta di Rafael Francisco Ahumada Valderrama (classe 1945); Manuel Vasquez Chahuan (nato nel 1945); Orlando Moreno Basquez (classe 41), condannati al carcere a vita per l'uccisione e la scomparsa di Juan Josè Montiglio e Omar Venturelli. Quella emessa nei confronti dei 3 ex militari, di cui adesso l'Italia chiede l'estradizione, era stata la prima sentenza definitiva emessa nel maxi-processo “Condor”, dal nome dell'accordo di cooperazione tra i servizi di sicurezza di vari paesi in Sudamerica per far sparire dissidenti e oppositori politici.

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Il golpe di Pinochet

A quasi 50 anni dal golpe di Augusto Pinochet, l'11 settembre 1973, la Cassazione l'8 luglio 2021 ha confermato anche le condanne all'ergastolo per omicidio plurimo nei confronti di altri 14 ex alti ufficiali, al potere negli anni Settanta-Ottanta e collegati al piano Condor. Dopo queste prime 3 richieste di estradizione, ne seguiranno a breve altre da parte del Dicastero di via Arenula nei confronti del Cile, per dare piena giustizia anche ai desaparecidos italiani, spariti insieme a migliaia di altre persone nel Sudamerica di quasi 50 anni fa.

Chi era Montiglio

L'epilogo al quale si è arrivati il 21 agosto con la richiesta del ministro di Giustizia, Marta Cartabia, riguarda uno dei primi processi mossi in Europa per l'accertamento dei crimini commessi durante le dittature militari sud americane. È dunque un ulteriore passo in avanti per rendere giustizia (anche) ai desaparecidos italiani spariti nel nulla durante quegli anni in Sudamerica. In particolare, l'italiano Montiglio (conosciuto con il nome di battaglia di Anibal) era uno studente di biologia di origine piemontese: dopo l'addestramento armato a Cuba era entrato a far parte del Gap, il gruppo di militanti che doveva occuparsi della difesa personale di Salvador Allende.
Montiglio è rimasto al fianco del presidente fino all'ultimo momento, cioè fino all'11 settembre del 1973 quando la vita democratica del Cile cambiò tragicamente. Morto Allende e bombardato il palazzo presidenziale della Moneda, i militari di Pinochet portarono Montiglio in una caserma fuori città, lo costrinsero a scavarsi la fossa da solo e lo fucilarono. Dopo, gettarono una granata nel terreno per fare in modo che il suo corpo sparisse. Per sempre.

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  • Marcello FrisoneRedattore

    Luogo: Milano

    Lingue parlate: Italiano, inglese, francese

    Argomenti: Sport-Risparmio-Finanza-Norme-Tributi

    Premi: 31 marzo 2017 - Menzione d'eccellenza giornalista economico al premio Loy, banking and finance award

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