Prima udienza

Processo Regeni al via, la presidenza del consiglio si costituisce parte civile

Il 14 ottobre la prima udienza del processo a carico di quattro 007 del Cairo accusati del sequestro e dell’omicidio di Giulio Regeni

Regeni, ad ottobre processo per i quattro 007 egiziani torturatori

2' di lettura

La presidenza del Consiglio ha deciso di costituirsi parte civile nel processo sull’omicidio di Giulio Regeni. Lo si è appreso da fonti di Palazzo Chigi alla vigilia dell’avvio del processo.

È fissata per il 14 ottobre la prima udienza del processo a carico di quattro 007 del Cairo accusati del sequestro e dell’omicidio di Giulio Regeni. Una prima udienza che sarà “tecnica”, totalmente assorbita da questioni procedurali. Il primo nodo, lo stesso che si era presentato nell’ambito dell’udienza preliminare davanti al gup, è quello legato alla presenza a processo dei quattro della National Securety: il generale Sabir Tariq, i colonnelli Usham Helmi, Athar Kamel Mohamed Ibrahim, e Magdi Ibrahim Abdelal Sharif. I giudici dovranno valutare se la sottrazione degli imputati dal procedimento è stata volontaria.

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La Procura di Roma ribadirà che la pubblicità, mediatica e non solo, data all’indagine e al processo è tale da renderlo “fatto notorio”. Una posizione condivisa dal giudice per le udienza preliminari che nel mandare a giudizio i quattro ha giudicato “volontaria” la decisione di non essere presenti in aula. Se anche la corte d’Assise farà sua questa impostazione il processo potrà proseguire con gli imputati giudicati in contumacia, altrimenti i giudici potrebbero chiedere una sospensione del procedimento.

Nei confronti dei quattro il pm Sergio Colaiocco contesta i reati, a seconda delle posizioni, di sequestro di persona pluriaggravato al concorso in omicidio aggravato e concorso in lesioni personali aggravate. Nel procedimento, al momento, si sono costituti parte civile i genitori del ricercatore trovato privo di vita nel febbraio del 2016 e ora anche la presidenza del consiglio.

Nella lista testi depositata Paola e Claudio Regeni chiedono di ascoltare come testimoni i presidenti del Consiglio che in Italia si sono succeduti negli ultimi cinque anni: Matteo Renzi, Paolo Gentiloni, Giuseppe Conte e il premier in carica Mario Draghi. La parte civile cita anche i ministri degli Esteri e i sottosegretari che, negli anni, hanno avuto la delega ai servizi segreti. In totale sono otto i testimoni sentiti dalla Procura che in questi mesi hanno fornito elementi determinati a ricostruire quanto avvenuto tra il gennaio e il febbraio del 2016 al Cairo. Otto persone che accusano in modo chiaro e credibile i quattro.

Da tre testi, in particolare, sono arrivate conferme sul fatto che i servizi segreti cairoti avevano pianificato i depistaggi già nelle ore successive alla morte di Giulio, di cui erano a conoscenza il 2 febbraio, 24 ore prima del ritrovamento “ufficiale” del corpo, stabilendo di inscenare una rapina finita nel sangue. L’indagine dei pm di Roma è andata avanti di fatto senza alcuna collaborazione da parte delle autorità egiziane.

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