la nomina del successore di roberti

Procura Antimafia, passo indietro di Scarpinato. Csm verso nomina di De Raho

di Redazione Online

(ANSA)

2' di lettura

Il Pg di Palermo Roberto Scarpinato ha ritirato la propria candidatura a Procuratore nazionale antimafia. La decisione arriva alla vigilia del voto del plenum del Consiglio superiore della magistratura, che proprio domani ha all'ordine del giorno la nomina del successore dell'attuale procuratore, Franco Roberti, prossimo alla pensione per raggiunti limiti di età. A questo punto domani il plenum non potrà che nominare l'unico candidato rimasto, il procuratore di Reggio Calabria Federico Cafiero de Raho, che già ad inizio ottobre in Commissione incarichi direttivi aveva ottenuto il maggior numero dei voti: 5, contro l'unico voto andato a Scarpinato.

Passo indietro per dare «piena legittimazione» a nuovo Procuratore
Il passo indietro di Scarpinato eviterà la dispersione dei voti dei consiglieri del Csm ed è dovuto alla sua volontà di favorire la nomina all'unanimità del nuovo Procuratore nazionale antimafia, per dargli una «piena legittimazione», necessaria «visto il ruolo delicatissimo che ricopre nella lotta alla criminalità organizzata». Ragioni messe nero su bianco in una breve comunicazione che il Pg di Palermo ha inviato al Csm.

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De Raho a un passo dalla nomina
Scontata, quindi, la nomina di De Raho come nuovo procuratore nazionale antimafia e antiterrorismo. Napoletano, 65 anni, de Raho ha una lunga esperienza nella lotta alla criminalità organizzata. Per buona parte della sua carriera, a Napoli, dove ha fatto parte della Dda e ha ricoperto anche il ruolo di procuratore aggiunto, ha condotto inchieste contro la camorra e, in particolare, contro il clan dei Casalesi. Il suo nome è legato soprattutto al processo “Spartacus”, scaturito dalle dichiarazioni del primo vero collaboratore di giustizia dei casalesi, Carmine Schiavone, e ritenuto dagli addetti ai lavori equivalente per importanza al primo maxi processo a Cosa Nostra.

I risultati nella lotta alle ’ndrine e Cosa Nostra
Passato nel 2013 al vertice della procura di Reggio Calabria, ha dato impulso alla cattura di latitanti di 'ndrangheta, alcuni dei quali erano ricercati da circa 20 anni, e all'aggressione al patrimonio delle 'ndrine. Sotto la sua gestione, nel 2015 sono stati acquisiti 13 collaboratori di giustizia e due testimoni, un dato significativo in un territorio governato dall'omertà. De Raho ha indagato anche su Cosa Nostra, in particolare sul cassiere della mafia Pippo Calò in relazione all'omicidio del fratello del giudice Imposimato, e sui legami delle cosche con la 'ndrangheta. Si è occupato pure di terrorismo interno (agli esordi della sua carriera a Milano seguì le indagini successive all'omicidio Alessandrini) e a Reggio Calabria è l'esclusivo titolare delle indagini sul terrorismo internazionale.

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