Economia civile - Contro gli sprechi

Prodotti alimentari e farmaci in scadenza, nasce l’app per donarli a chi ha bisogno

di Valeria Zanetti

3' di lettura

Una app gratuita, etica e solidale che combatte gli sprechi alimentari, permettendo la donazione dei prodotti in scadenza, custoditi in dispense e frigoriferi di casa, alle associazioni di volontariato di prossimità.

Si chiama TT-No Waste e ad idearla è stata l’azienda padovana di imballaggi ed etichettatura sostenibile T-Trade, che lo scorso maggio ha aperto una nuova sede di ricerca e sviluppo negli spazi dell’incubatore Be Factory di Trentino Sviluppo, in Progetto Manifattura, a Rovereto, dove sperimenta etichette bio per la sostituzione completa della plastica con materiali compostabili, derivanti dagli scarti della frutta.

Loading...

Nello specifico TT-No Waste nasce come app per il controllo delle scadenze alimentari, farmaceutiche o di altro tipo e si rivolge a tre tipi di attori: consumatori, associazioni ed enti di volontariato, produttori e commercianti. «L’applicazione è nata dalla mia esperienza quotidiana. Da anni cerco di controllare lo spreco di cibo e medicinali anche nella mia famiglia - spiega l’amministratore delegato di T-Trade Group, Enrico Friziero – perché nello stesso mondo in cui una persona su nove ogni sera va a dormire affamata, un terzo dei quattro miliardi di tonnellate di cibo prodotto ogni anno, viene sprecato».

Nel post pandemia i bisogni si sono moltiplicati, anche nelle nostre città. Per farvi fronte viene lanciato lo strumento già scaricabile gratuitamente da tutti gli store Android e iOS. Una volta effettuato il download, l’utente ottiene il proprio TT-No Waste Code e può inserire manualmente i prodotti che ha comprato e indicarne la scadenza. Il sistema è in continua implementazione e a breve, nel circuito, entreranno attivamente anche i negozi, riconoscibili dall’omonima insegna o logo. A questo punto chi farà la spesa nei punti vendita aderenti, esibendo il proprio TT-No Waste Code, troverà già caricati nell'app i prodotti acquistati, con la data entro la quale è opportuno consumarli, senza dover procedere all’inserimento manuale. Oltre al controllo e avviso dei prodotti, l’app offre la possibilità di inserire ogni scatola, barattolo o pacchetto in una specifica dispensa, contrassegnarlo come “consumato”, “buttato” oppure “donato”, consultare statistiche sui consumi, sugli sprechi e sulle donazioni, creare velocemente la lista della spesa in base alle proprie consuetudini, analizzare i costi prima di un nuovo acquisto, donare uno o più generi.

I prodotti “donati” andranno a popolare un database accessibile alle associazioni di volontariato che si occupano del ritiro degli alimentari e farmaci, del loro stoccaggio e della distribuzione alle persone e alle famiglie che ne hanno necessità. Quando l’utente clicca sul tasto “dona” per la prima volta dall’installazione dell’app, dopo essersi registrato, vede apparire una finestra con una domanda precisa: «Hai già un’associazione a cui donare oppure lasci la scelta al sistema?». Se ha già un riferimento di fiducia che opera nella zona, l’utilizzatore dell’applicazione può invitare l’associazione a entrare nel circuito TT-No Waste, registrandosi sul portale tt-nowaste.org.

Per quanto riguarda infine i negozi grandi e piccoli che entrano nella rete, così come i produttori e la grande distribuzione, potranno tenere traccia delle operazioni TT-No Waste tramite appositi programmi di interfaccia con i propri gestionali.

«Abbiamo avuto la percezione che l’app possa essere di aiuto nel soddisfare le esigenze di chi vive vicino a noi e ha bisogno di mettere insieme il pranzo con la cena», prosegue Friziero. Lo strumento sviluppato dagli esperti di software del gruppo padovano, è stato lanciato proprio nella settimana che ha preceduto la Giornata nazionale di prevenzione dello spreco alimentare.

«Progetto e utilizzo dell’app sono destinati ed evolversi. Al momento tentiamo di coinvolgere i consumatori, in una secondo momento la distribuzione e poi le associazioni. In questa prima fase, è previsto che chi dona possa occuparsi anche della consegna all’associazione prescelta, una fase che necessita di un piccolo sforzo personale», riconosce l’imprenditore.

«L’importante però è innescare un processo circolare che dalla distribuzione arriva all’anello del volontariato, contrastando lo spreco e promuovendo il consumo etico», riflette. «La sostenibilità è da sempre nel Dna del nostro fare impresa e questo progetto fa convergere la riduzione della produzione di rifiuti e la redistribuzione di beni di prima necessità. A noi non rende nulla in termini economici, ma può contribuire a far stare meglio il territorio in cui operiamo», conclude.

Riproduzione riservata ©

loading...

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti