illuminotecnica

Prodotti innovativi e mercati extra-Ue spingono la crescita di iGuzzini

di Giovanna Mancini

credit:: Christian Fattinnanz

3' di lettura

La leva dell’innovazione è stata la chiave di volta che, da quattro anni a questa parte, spinge ricavi e margini di iGuzzini, azienda dell’illuminotecnica che nel 2016 ha realizzato un fatturato di 231,5 milioni di euro (+3,7% rispetto al 2015 e +26% negli ultimi quattro anni) e un Ebitda di 28,9 milioni (+36,8%). «Abbiamo cavalcato la rivoluzione Led – spiega l’amministratore delegato del gruppo marchigiano, Andrea Sasso -. Una sfida tutt’altro che scontata, visto il carattere tradizionale dell’azienda».

Per farlo, è stata messa in atto una profonda trasformazione della struttura organizzativa e manageriale, ma anche dei processi produttivi, in grado di accelerare ed efficientare quelle che da sempre sono le caratteristiche dell’azienda: l’alto livello di innovazione (il 6% annuo dei ricavi viene reinvestito in ricerca e sviluppo) e la vocazione all’internazionalizzazione (il 77,8% dei ricavi è generato oltreconfine) che passa attraverso 22 filiali estere e uno stabilimento produttivo in Cina che serve il mercato asiatico, oltre a due impianti in Canada.

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Un processo di trasformazione a 360 gradi, conferma il presidente, Adolfo Guzzini: «Innoviamo continuamente nei prodotti, nei servizi, nella comunicazione, nei processi industriali. Innovare significa anche armonizzare l’imprescindibile identità familiare dell’azienda con un’impostazione manageriale di alto profilo».

Il gruppo oggi dà lavoro a 1.300 addetti (di cui 750 in Italia), ha fatto 40 assunzioni l’anno negli ultimi due anni e punta a crescere ulteriormente per arrivare alla quotazione entro il 2019. «Noi siamo pronti come struttura, come management e come conti – precisa –. Si tratta ora di vedere come andrà il mercato e quali decisioni prenderanno gli azionisti». Quanto al mercato, le stime parlano di un tasso di crescita medio annuo nell’ordine del 4,2% per il periodo 2015-2019 (previsioni Csil) e del 15,3% per i prodotti Led tra il 2015 e il 2020.

Cruciale è il tema della dimensione: un fatturato di circa 400 milioni è quello che l’ad Sasso ritiene adeguato allo sbarco in Borsa. Dimensione da raggiungere sia attraverso una crescita organica, come avvenuto finora, sia attraverso acquisizioni. «Stiamo lavorando per concludere un’operazione in un’area geografica che ci consenta di ampliare la crescita su mercati strategici – anticipa Andrea Sasso -. Abbiamo già alcuni target e speriamo di chiudere entro l’anno».

Mercati strategici significa soprattutto mercati extra-europei, che attualmente incidono per il 25% sui ricavi ed entro un triennio dovranno salire al 30%. Continuando a investire sulla rete distributiva e sui prodotti innovativi, che già oggi contribuiscono in larga parte al fatturato: le soluzioni Led rappresentano ormai il 76,4% del catalogo e il 78% dei ricavi deriva da prodotti lanciati sul mercato negli ultimi cinque anni.

Si tratta poi, spiega ancora Sasso, di implementare alcuni ambiti in cui l’azienda è già presente, ma che offrono ancora grandi potenzialità di sviluppo, come quello degli esterni (oggi il 40,3% del fatturato), in particolare in ambito stradale, che si connette, precisa Sasso, al tema delle «Smart Cities». Tra i progetti recenti nel settore infrastrutture, l’Eurasia Tunnel di Istanbul: una galleria sottomarina di 14 chilometri da poco inaugurata, illuminata con sistemi dell’azienda marchigiana.

Un cenno va fatto al modello produttivo World Class Manufacturing, adottato alcuni anni fa, che ha contribuito a migliorare l’efficienza produttiva (riduzione degli infortuni, degli difetti, dei guasti e delle scorte), portando anche alla sigla, un anno fa, del contratto integrativo, che prevedeva un aumento di 1.800 euro in tre anni. Grazie ai risultati ottenuti, l’aumento base previsto per il 2016 (500 euro) è salito a 700 euro, con in aggiunta la possibilità di aderire al programma di welfare aziendale avviato nei mesi scorsi

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