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Prodotto interno bici:  in Italia può valere fino a 23 miliardi l’anno

di Pierangelo Soldavini


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2' di lettura

Due ruote per muoversi, un manubrio per dare la direzione, un telaio per sostenere il peso, due pedali e una catena per trasmettere il movimento. Da duecento anni la bicicletta è un mezzo di trasporto, il più semplice ed economico che esista. Oggi quei pochi elementi di base si sono evoluti dando vita a un fenomeno attorno al quale ruotano tante economie che la European Cycling Federation stima in oltre 500 miliardi di euro nel Vecchio continente.

Dei 513 miliardi stimati, la produzione e l’export di biciclette e accessori valgono circa 63 miliardi. Oltre 190 miliardi di euro derivano invece dalle ricadute in termini di benessere e miglioramento della salute, e quindi di riduzione di costi per i sistemi sanitari nazionali dal fatto che un numero sempre maggiore di europei usa la bicicletta come mezzo per andare al lavoro o come strumento di divertimento nel fine settimana. A questi si possono aggiungere altri 15 miliardi derivanti dalla riduzione di emissioni di CO2, soprattutto nelle città.

La bicicletta non è solo un prodotto da vendere, ma è la fonte di tante economie che ne moltiplicano il valore. La due ruote sono innovazione e tecnologia, una soluzione sostenibile per la mobilità urbana, una fonte di movimento e di benessere, uno sport con tutte le sue ricadute, un mezzo di trasporto per un turismo lento in grado di valorizzare storia, cultura e gastronomia dei territori.

Questo vale ancora più per l’Italia che già oggi è il secondo produttore e il primo esportatore europeo, ma che potrebbe sfruttare di più le opportunità offerte dalle due ruote. Il rapporto ABiCi di Legambiente stimava che il Prodotto interno bici (Pib), il giro d’affari generato dagli spostamenti in bici, valesse per l’Italia almeno sei miliardi di euro nel 2017, con una potenzialità di espandersi fino a 23 miliardi l’anno.

Sono 743mila gli italiani che utilizzano la bici per andare al lavoro, i cosiddetti frequent biker, con picchi del 13,2% degli occupati a Bolzano, del 7,8% in Emilia Romagna e del 7,7 in Veneto. Ma sono quasi tre volte tanto, oltre 1,7 milioni, gli italiani che utilizzano regolarmente le due ruote nel corso dell’anno, che nel corso del 2015 hanno pedalato in totale, secondo il rapporto, per oltre 5,7 miliardi di chilometri, 15mila volte la distanza tra la Terra e la Luna.

Ma si tratta di cifre con ogni probabilità sottostimate. La stessa Legambiente ha rivisto recentemente queste stime, raddoppiando il valore del Pib. Il rapporto “Cicloturismo e cicloturisti in Italia” realizzato da Isnart-Unioncamere e Legambiente ha sottolineato le potenzialità del cicloturismo come strumento per rivitalizzare e promuovere i territori, il commercio e la cultura, che sono uno degli asset su cui può contare il nostro paese. I cicloturisti, sia italiani che stranieri, che nel 2018 hanno scelto di visitare il Belpaese sulle due ruote sono risultati sei milioni, con una crescita del 41% in cinque anni, generando un valore economico pari a 7,6 miliardi di euro. Una cifra che permette di portare a quasi 12 miliardi il valore del Pib.

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