le sfide della crescita

Produttività, serve un comitato che parli europeo

di Gloria Bartoli e Luigi Paganetto

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(Agf)


2' di lettura

Caro direttore,
il sottosegretario allo Sviluppo economico Gian Paolo Manzella ha molto opportunamente sottolineato sul suo giornale l’esigenza e l’urgenza di creare anche in Italia un Comitato nazionale per la produttività (Cnp).

È chiaro da tempo che la scarsa crescita della produttività – e con essa, aggiungiamo, dei salari e degli standard di vita – è un male comune a molti Paesi avanzati, in particolare dell’Eurozona, ma l’Italia ne soffre da più tempo (addirittura dal 1995) e in misura maggiore. Le istituzioni economiche internazionali, a cominciare da Ocse e Fmi, hanno richiamato con forza, attraverso le loro analisi , l’attenzione di tutti sull’importanza del problema della bassa crescita della produttività.

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La Commissione e il Consiglio Ue hanno chiesto di creare in ogni Paese dell’Unione entro marzo 2018 un Comitato nazionale per la produttività.

Il nostro Paese è in ritardo nonostante sia tra i più interessati a realizzarlo.

La Fondazione economia dell’Università di Roma Tor Vergata, di cui crediamo siano note le attività in materia di ricerca applicata e le proposte di policy sulle questioni europee e internazionali, ha da tempo concentrato l’attenzione sul tema.

Ha perciò creato un Osservatorio sulla produttività e il benessere – secondo le linee guida della Raccomandazione della Commissione e Consiglio europeo – con un board di accademici ed esperti italiani ed europei di grande qualità, utilizzando il suo network nazionale e internazionale per realizzare attività e ricerche anche attraverso accordi informali con istituzioni come la stessa Ocse, l’Fmi, la Banca d’Italia e l’Istat.

Ha aggiunto il benessere all’obiettivo della produttività perché è ormai evidente che guardare alla sola crescita quantitativa del reddito non è sufficiente.

La nostra prossima iniziativa sarà quella del febbraio prossimo con un workshop con speaker dell’Ocse e della Commissione europea che intende arrivare a raccomandazioni di policy per un’economia più dinamica e inclusiva.

Abbiamo anche dato alle istituzioni competenti la nostra disponibilità per il Comitato nazionale per la produttività (Cnp) che, a nostro giudizio, non può prescindere da una realtà che si realizzi all’interno di un network in cui gli aspetti istituzionali e di ricerca convivano in un contesto di riconosciuta autorevolezza nazionale e internazionale.

Finora, invece, si sono lette proposte per “cabine di regia” in cui non è chiaro come si possano realizzare gli importanti obiettivi che la Commissione europea assegna ai Cnp.

Convinti come siamo dell’importanza di questi Comitati, evidente a tutti in un momento come questo in cui la crescita langue, riteniamo che essi siano essenziali per un confronto di policy con la nuova Commissione Ue europea che, va detto, appare assai determinata a svolgere un’azione forte in materia di produttività e innovazione.

(Segretario generale Osservatorio produttività e benessere;Presidente Fondazione economia Università di Roma Tor Vergata)

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