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Produttori di Valdobbiadene, impegno per l’ambiente con la certificazione Viva

Il «bollino» ha lo scopo di misurare la sostenibilità della filiera vite-vino e per il loro miglioramento attraverso l’analisi di 4 indicatori

di Maria Chiara Voci

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La sede della cantina produttori Valdobbiadene, certificata Viva

Il «bollino» ha lo scopo di misurare la sostenibilità della filiera vite-vino e per il loro miglioramento attraverso l’analisi di 4 indicatori


3' di lettura

L’impatto visivo e paesaggistico della struttura produttiva rispetto al territorio di riferimento, cioè le colline tipiche delle Prealpi Trevigiane, Patrimonio dell’Umanità tutelato dall’Unesco. L’uso consapevole delle risorse, in particolare aria e acqua, grazie a uno sforzo compiuto su vari livelli (e sempre in corso di aggiornamento) per l’implementamento tecnologico. Grazie a questi requisiti, la Cantina Produttori di Valdobbiadene ha ottenuto la Certificazione Viva, standard sviluppato dal Ministero dell’ambiente e della Tutela del territorio e del mare e dal centro di Ricerca dell’Università Cattolica del Sacro Cuore Opera (Osservatorio europeo per l’agricoltura sostenibile).

La Certificazione Viva misura le prestazioni di sostenibilità della filiera vite-vino e per il miglioramento delle stesse attraverso l’analisi di 4 indicatori. Nel caso della Cantina Produttori di Valdobbiadene gli indicatori considerati sono stati 3: Aria, Acqua, Territorio.

Oggi la Cantina unisce oggi 600 soci viticoltori è rappresenta una delle realtà più rappresentative del territorio di produzione del Prosecco Superiore Docg. Non a caso, la Certificazione Viva segue di pochi mesi l’ottenimento della certificazione Sqnpi per 82 soci della denominazione Asolo e si inserisce in un percorso di sostenibilità applicata a 360°.

Fra gli aspetti che più hanno contato nell'ottenere il sigillo del ministero dell’Ambiente, spicca innanzitutto la costruzione (in corso) di una imponente batteria di vasche di fermentazione di acciaio, tutte sviluppate al di sotto del piano stradale, per essere perfettamente integrate nel paesaggio circostante. Dieci sono già state installate, altre dieci arriveranno entro la vendemmia 2020 e altre ancora in seguito, fino a quaranta. Consentono una nuova gestione del reparto di ricezione delle uve, pressatura, flottazione, vinificazione e presa di spuma, fasi fondamentali per il mantenimento e la valorizzazione della qualità dell’uva, dalla vigna al bicchiere.

Nel maggio del 2018, con un investimento di 13 milioni di euro, è stato inoltre inaugurato un magazzino all’avanguardia totalmente automatizzato, interrato fino a 14 metri di profondità, in grado di ospitare 7 mila pallet, che vengono gestiti con 2 traslo-elevatori e 5 navette. Da qui vengono prelevati e forniti alle linee i materiali necessari alla produzione e sempre qui vengono stoccate le bottiglie pronte per la consegna, che riposano a temperatura controllata, in un ambiente che infonde benessere, “cullate da canti gregoriani diffusi a 432 Hz”. Grazie all’intelligenza artificiale, il magazzino automatizzato è in grado di lavorare in modo autonomo durante la notte ricompattando le merci in base all’andamento della giornata appena conclusa e ai programmi della giornata di produzione in arrivo.

Nel 2020 entrerà in funzione anche il nuovo impianto fotovoltaico da circa 450 KW /h installato sopra il tetto del nuovo polo logistico, che lavorerà in maniera autosufficiente in termini energetici mentre già oggi, la mappatura satellitare dei vigneti degli associati permette un flusso costante di informazioni dalla vigna alla Cantina e viceversa, ad esempio per capire il momento migliore per la raccolta.

«Nella valutazione del ministero - spiegano infine dalla Cantina - ha pesato anche il sistema di incentivi che premia economicamente ad ogni vendemmia l’impegno dei soci viticoltori capaci di raggiungere livelli di qualità delle uve al di sopra dei rigorosi standard stabiliti dalla Cantina oltre alla creazione del Val D’Oca & Sapori-Wine Center, che contribuisce a valorizzare il territorio e il suo patrimonio enogastronomico e culturale».

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